venerdì, 4 dicembre 2020
Medinews
12 Marzo 2012

FAVO: “I MALATI DI TUMORE VOGLIONO PARTECIPARE CON PIENA CONSAPEVOLEZZA ALLE SPERIMENTAZIONI CLINICHE”

“Le associazioni di pazienti e le Istituzioni devono collaborare per far conoscere ai malati di cancro che cosa sono gli studi clinici di nuove terapie e quali opportunità di cura offrono loro. E’ fondamentale che i pazienti diventino protagonisti delle sperimentazioni”. E’ quanto ha annunciato, a margine di un convegno, il segretario generale della FAVO Elisabetta Iannelli. “E’ necessario sfatare alcuni falsi miti che fanno pensare alla partecipazione alle sperimentazioni solo quando non c’è più nulla da fare – ha sottolineato Iannelli – e spiegare ai malati le reali opportunità di cura offerte dagli studi clinici, facendoli diventare consapevoli protagonisti, e non più oggetti, della scelta di partecipare ad una sperimentazione. I pazienti sono persone, non cavie, hanno diritto a conoscere i risultati delle sperimentazioni poiché da essi possono conseguire benefici di vitale importanza ad esempio in termini di predisposizione individuale o familiare ad una determinata patologia o in termini di efficacia o maggiore responsività ad uno specifico trattamento terapeutico”. Per cercare di colmare le lacune informative dal 2007 l’ AIMaC, grazie anche alla preziosa collaborazione con Aifa e Iss, fornisce informazioni accurate sulle sperimentazioni in oncologia ed ha attivato un numero verde (840-503579) per tutti coloro che vogliono saperne di più. Personale dell’associazione è a disposizione per inviare, via-mail o per posta il libretto su “Gli studi clinici sul cancro: informazioni per il malato”, che è stato curato da Aimac, Iss, Nci, Nccam, in collaborazione con Aifa e l’Istituto Tumori di Milano. L’opuscolo fornisce ai pazienti tutte le informazioni necessarie per partecipare agli studi clinici, e ne illustra vantaggi e svantaggi. “La corretta informazione è la prima medicina per i malati di cancro. Troppo spesso è carente o non corretta dal punto di vista scientifico oppure non comprensibile per i non addetti ai lavori. Il malato che partecipa ad uno studio clinico riceve il migliore trattamento possibile e – ha concluso il segretario generale FAVO – ha il vantaggio di essere seguito con maggiore attenzione, come affermano i malati che hanno partecipato in prima persona ad una sperimentazione”.
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