giovedì, 3 dicembre 2020
Medinews
7 Giugno 2012

FATTORI ASSOCIATI ALLA SOPRAVVIVENZA GLOBALE DI ANZIANI CON EPATOCARCINOMA

La sopravvivenza di questi pazienti è associata al danno epatico e allo stadio, ma non all’età; fanno eccezione gli over-80 con punteggio mJIS inferiore a 2

I ricercatori dell’Aiseikai Yamashina Hospital di Kyoto hanno arruolato 286 pazienti con carcinoma epatico (178 uomini e 108 donne; età: 46 – 100 anni) che dopo la diagnosi sono stati trattati con le procedure terapeutiche più appropriate tra gennaio 2000 e dicembre 2010. I pazienti sono stati stratificati in due gruppi in base all’età: anziani (≥ 75 anni) e non-anziani (< 75 anni). Le caratteristiche cliniche basali e i tassi di sopravvivenza cumulativa sono stati comparati tra i due gruppi d’età. Analisi univariata e multivariata sono state utilizzate per identificare i fattori associati ad un prolungamento della sopravvivenza globale dei pazienti in ciascun gruppo. I tassi di sopravvivenza cumulativa nei due gruppi sono stati calcolati separatamente per ciascuna categoria di punteggio mJIS (modified Japan Integrated Stage score) con il metodo di Kaplan-Meier. Gli autori dello studio pubblicato sulla rivista World Journal of Gastroenterology (leggi abstract originale) hanno anche comparato i tassi di sopravvivenza cumulativa dei pazienti anziani e non-anziani con buona capacità di riserva epatica (≤ 2 punti nella scala mJIS). La proporzione di donne, o di pazienti che non presentavano infezione da virus dell’epatite B (HBV) o C (HCV) o che mostravano coesistenza di comorbilità extraepatica, era più alta nel gruppo degli anziani (rispettivamente 56.8 vs 31.1%, p < 0.001; 27.0 vs 16.0%, p = 0.038; 33.8 vs 22.2%, p = 0.047), rispetto a quella dei non-anziani. Nei pazienti più giovani di 75 anni, la proporzione di quelli positivi all’infezione da HBV era più alta che nel gruppo degli anziani (9.4 vs 0%; p = 0.006). I tassi di sopravvivenza cumulativa a 3 e a 5 anni, nel gruppo anziani, erano rispettivamente 53.7 e 32.9%, comparabili a quelli osservati nel gruppo non-anziani (rispettivamente 55.9 e 39.4%), come risulta dal test log-rank (p = 0.601). In analisi multivariata, una sopravvivenza prolungata è stata significativamente associata all’estensione del danno epatico e allo stadio (entrambi p < 0.001), ma non all’età del paziente. Alla valutazione individuale dei fattori in entrambe i gruppi, lo stadio è stato significativamente associato a una prolungata sopravvivenza (p < 0.001). Per quanto riguarda il punteggio mJIS ≤ 2, la percentuale di donne con questo punteggio era più alta tra i pazienti anziani rispetto ai non-anziani (p = 0.012) e quelli di età ≥ 80 anni tendevano a mostrare una sopravvivenza più breve. In conclusione, la sopravvivenza dei pazienti anziani con carcinoma epatico è associata all’entità del danno epatico e allo stadio, ma non all’età, fatta eccezione dei pazienti di età ≥ 80 anni con punteggio mJIS ≤ 2.


Liver Cancer Newsgroup – Numero 5 – Giugno 2012
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