mercoledì, 8 febbraio 2023
Medinews
29 Giugno 2010

FARMINDUSTRIA, PATTO GOVERNO-REGIONI VIRTUOSE IN AIUTO A QUELLE IN ROSSO

Un patto di solidarietà tra Governo, Regioni e tutti i fornitori del Servizio sanitario nazionale, nel rispetto di regole certe e chiare, per contribuire alla spesa delle Regioni commissariate per i deficit sanitari registrati. Con l’impegno delle altre che hanno i conti in ordine a garantire la crescente domanda di salute e l’accesso alle cure e alle terapie innovative. E’ la proposta lanciata da Farmindustria in occasione dell’assemblea pubblica ‘Riconoscere il valore, combattere gli sprechi – Qualità dell’industria del farmaco ed efficienza del sistema sanitario’, che si è tenuta a Roma. L’obiettivo di questo patto – assicura Farmindustria – e’ la crescita di tutto il ‘sistema salute’. Il Servizio sanitario nazionale e’ infatti un patrimonio del Paese, un modello seguito di recente anche dagli Stati Uniti. Può essere efficiente e ancora più competitivo nei costi, eliminando le differenze fra le Regioni che registrano aumenti incontrollati della spesa e quelle che usano con attenzione le risorse. E se in alcune aree il pareggio di bilancio e’ possibile, deve esserlo in tutta Italia e per tutti i cittadini. Le Istituzioni sono chiamate a fare scelte forti. E il Governo ha accelerato il difficile percorso di modernizzazione, fondato sulla responsabilità, senza aiuti a pioggia e con il controllo rigoroso della borsa pubblica. E’ un cambiamento di mentalità indispensabile – osserva Farmindustria – per estirpare il cancro dell’inefficienza, degli sprechi e delle zavorre decisionali e burocratiche che rallentano e spesso bloccano l’Italia. Combattere sprechi, diseconomie e inefficienze in tutta la sanità, secondo Farmindustria, è dunque la vera sfida per la tutela della salute dei cittadini e l’equilibrio e la sostenibilità del Ssn. Uno studio del Cerm rileva che, se tutte le Regioni si allineassero ai livelli più efficienti, si realizzerebbero risparmi di spesa di circa 11 miliardi di euro all’anno. Cinque Regioni, con il 38% della popolazione, hanno invece accumulato più dell’80% dei disavanzi sanitari tra il 2003 e il 2009. Ricercatori di Università Cattolica del Sacro Cuore, Università Tor Vergata di Roma e Federanziani hanno inoltre stimato che, solo per l’acquisto di beni e servizi accessori (lavanderia, pulizia, mensa, elaborazione dati, smaltimento rifiuti, utenze telefoniche, premi assicurativi, spese legali pari a circa 4,5 miliardi di euro all’anno) i risparmi potenziali ammontano a quasi 1 miliardo.
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