venerdì, 27 novembre 2020
Medinews
17 Gennaio 2011

FARMACI ANTI-IPERTENSIVI E RISCHIO DI CANCRO

L’analisi dei ricercatori della New York University School of Medicine ha confutato l’ipotesi di un aumento del rischio relativo di cancro o di morte per cancro con l’uso di anti-ipertensivi, quali bloccanti del recettore dell’angiotensina (sartani), inibitori dell’enzima di conversione dell’angiotensina (ACE-I), beta-bloccanti, diuretici e bloccanti del canale del calcio (calcio-antagonisti), anche se un aumento del rischio non può essere escluso con la combinazione di ACE-I e sartani. Il rischio di cancro indotto dalla somministrazione prolungata di anti-ipertensivi è stato oggetto di intensa discussione e una recente analisi ne ha indicato un aumento con i sartani. Gli autori dello studio pubblicato sulla rivista The Lancet Oncology (leggi abstract originale) hanno valutato l’associazione tra farmaci anti-ipertensivi e il rischio di cancro in un’analisi comprensiva di dati ottenuti da vari studi clinici randomizzati. Hanno eseguito meta-analisi di comparazione tradizionale diretta, meta-analisi di comparazione multipla (rete) e analisi sequenziali. A questo scopo, hanno condotto una ricerca in PubMed, Embase e nel Registro Centrale del Cochrane di Trial Controllati dal 1950 ad agosto 2010 e raccolto tutti gli studi clinici randomizzati sulla terapia anti-ipertensiva (con sartani, ACE-I, beta-bloccanti, calcio-antagonisti o diuretici) che avessero un follow-up di almeno un anno. Gli outcome primari erano cancro e morte legata al cancro. I ricercatori hanno identificato 70 studi clinici randomizzati controllati (148 gruppi di comparazione) che hanno coinvolto 324168 partecipanti. Nella meta-analisi di rete (modello a effetto fisso) non sono state osservate differenze sul rischio di cancro con i sartani (percentuale di cancro 2.04%; odds ratio [OR] 1.01, IC 95%: 0.93 – 1.09), ACE-I (2.03%, OR 1.00, IC 95%: 0.92 – 1.09), beta-bloccanti (1.97%, OR 0.97, IC 95%: 0.88 – 1.07), calcio-antagonisti (2.11%, OR 1.05, IC 95%: 0.96 – 1.13), diuretici (2.02%, OR 1.00, IC 95%: 0.90 – 1.11) o controlli diversi (1.95%, OR 0.97, IC 95%: 0.74 – 1.24) rispetto a placebo (2.02%). Il rischio risultava più che raddoppiato quando gli ACE-I erano associati ai sartani (2.30%, OR 1.14, IC 95%: 1.02 – 1.28), tuttavia, lo stesso aumento non era apparente con il modello a effetti casuali (OR 1.15, IC 95%: 0.92 – 1.38). Nessuna differenza è stata rilevata sulla mortalità legata al cancro per sartani (percentuale di morte 1.33%, OR 1.00, IC 95%: 0.87 – 1.15), ACE-I (1.25%, OR 0.95, IC 95%: 0.81 – 1.10), beta-bloccanti (1.23%, OR 0.93, IC 95%: 0.80 – 1.08), calcio-antagonisti (1.27%, OR 0.96, IC 95%: 0.82 – 1.11), diuretici (1.30%, OR 0.98, IC 95%: 0.84 – 1.13), controlli diversi (1.43%, OR 1.08, IC 95%: 0.78 – 1.46) e ACE-I combinati a sartani (1.45%, OR 1.10, IC 95%: 0.90 – 1.32). In meta-analisi di comparazione diretta, sono stati registrati risultati comparabili per tutte le classi di anti-ipertensivi, eccetto un rischio leggermente superiore di cancro con la combinazione ACE-I e sartani (OR 1.14, IC 95%: 1.04 – 1.24; p = 0.004) e con calcio-antagonisti (OR 1.06, IC 95%: 1.01 – 1.12; p = 0.02). Gli autori non hanno osservato altre differenze significative sulla mortalità legata al cancro. All’analisi sequenziale, i risultati suggeriscono che non esiste evidenza di un aumento di almeno il 5-10% del rischio relativo (RR) di cancro o di morte legata al cancro per ogni classe individuale di farmaci anti-ipertensivi studiata. Tuttavia, esisterebbe evidenza di un aumento del 10% del RR di cancro per la combinazione ACE-I e sartani, poiché si è osservato che la curva cumulativa Z intersecava il perimetro di monitoraggio dello studio sequenziale.
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