domenica, 3 maggio 2026
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21 Ottobre 2019

Exercise Intolerance, Mortality, and Organ System Impairment in Adult Survivors of Childhood Cancer

Exercise intolerance, associated with heart failure and death in general populations, is not well studied in survivors of childhood cancer. We examined prevalence of exercise intolerance in survivors exposed or not to cardiotoxic therapy, and associations among organ system function, exercise intolerance, and mortality. Participants consisted of 1,041 people who had survived cancer ≥ 10 years (and had or did not have exposure to anthracyclines and/or chest-directed … (leggi tutto)

Le tossicità e le sequele a lungo termine (anche “subdole”) dei trattamenti oncologici meritano grande attenzione, specialmente considerando la percentuale per fortuna crescente di pazienti che sono vivi e potenzialmente guariti a distanza di anni dalla diagnosi. I tumori pediatrici rappresentano un modello, in considerazione della chance di guarigione che molti pazienti hanno grazie all’efficacia dei trattamenti, e della lunga aspettativa di vita.
L’analisi pubblicata sul Journal of Clinical Oncology descrive le problematiche riportate in oltre 1.000 pazienti sottoposti, almeno 10 anni prima, a trattamento per una neoplasia pediatrica, confrontati con un gruppo di controllo di 285 soggetti non malati. I pazienti oncologici sono stati divisi in base all’esposizione a chemioterapia con antracicline e/o radioterapia sul torace. I pazienti hanno riportato una tolleranza allo sforzo fisico significativamente inferiore rispetto ai controlli, sia nel gruppo esposto a terapie notoriamente cardiotossiche, sia nel gruppo di pazienti non esposti ad antracicline o radioterapia toracica. La presenza di scarsa tolleranza allo sforzo fisico è risultata significativamente associata a maggiore mortalità (hazard ratio 3,9; intervallo di confidenza al 95%: 1,09 – 14,14). Vari parametri cardiaci, autonomici, respiratori e muscolari, tra cui il “global longitudinal strain” (che misura ecograficamente l’accorciamento sistolico della fibra miocardica rispetto alla diastole), l’incompetenza cronotropa (vale a dire l’incapacità di aumentare la frequenza cardiaca in maniera appropriata rispetto allo sforzo), il FEV1 (volume espiratorio massimo nel primo secondo) e la riduzione nella lunghezza del quadricipite, sono risultati significativamente associati con l’intolleranza all’esercizio fisico, a differenza della semplice riduzione della frazione di eiezione.
Questo ribadisce l’opportunità della consulenza di vari specialisti per gestire al meglio il problema, provando a migliorare la performance fisica e potenzialmente l’outcome.
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