lunedì, 4 maggio 2026
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1 Ottobre 2019

Evaluation of POLE and POLD1 Mutations as Biomarkers for Immunotherapy Outcomes Across Multiple Cancer Types

Immune-checkpoint inhibitor (ICI) therapy, including antibodies targeting programmed cell death protein 1(PD-1), programmed death-ligand 1 (PD-L1), or cytotoxic T-lymphocyte–associated protein 4 (CTLA4), has demonstrated impressive clinical efficacy in controlling advanced cancers. Recent studies have identified several positive predictive markers for ICI, including high levels of microsatellite instability (MSI-high), PD-L1 overexpression, and elevated tumor … (leggi tutto)

Uno dei principali argomenti di interesse nell’ambito della ricerca traslazionale è sicuramente l’identificazione di migliori (o complementari) fattori predittivi di risposta per il trattamento immunoterapico delle patologie oncologiche.
In questa pubblicazione, Wang e coll identificano nella frequenza di mutazioni di DNA polymerase epsilon (POLE) e delta 1 (POLD1) una correlazione con i dati di sopravvivenza in pazienti oncologici trattati con immuno-checkpoint inibitori. L’analisi viene fatta su un totale di 47.721 casi includendo tutte le nonsynonymous mutations includendo missense, frame-shift, nonsense, nonstop, splice site, e translation start site changes. La frequenza rilevata per POLE/POLD1 è stata di 2,79% e 1,37% dei pazienti, rispettivamente. Dei 23 tipi di cancro esaminati quelli con maggior frequenza di POLE/POLD1 si sono rivelati essere i tumori cutanei non melanoma (16,6%, 34 su 205 pazienti), carcinoma dell’endometrio (14,8%, 189 di 1.273), melanoma (14,7%, 210 di 1.426), carcinoma colorettale (7,4%, 197 di 2.674), carcinoma della vescica (7,2%, 113 di 1.568), carcinoma esofago-gastrico (7,2%, 185 di 2.586), carcinoma polmonare (5,9%, 293 su 4.974), carcinoma della cervice (5,3%, 28 su 524). Il tumor mutational burden (TMB) nei pazienti con alterazioni POLE/POLD1 era decisamente superiore rispetto ai pazienti senza questo dato, per la maggior parte dei tipi tumorali. Nella coorte di pazienti trattata con immuno-checkpoint inibitori (1.527) wild-type e nei 117 con mutazione di POLE/POLD1, la sopravvivenza globale mediana è di 34 mesi nei pazienti con vs 18 mesi nei casi senza (χ2 = 8,4; p = 0,004). Nell’analisi multivariata, aggiustata per tipo tumorale e per instabilità microsatellitare (MSI), POLE/POLD1 si sono rivelati essere fattore indipendente associato ad un vantaggio di sopravvivenza (hazard ratio = 1,41; p = 0,047).
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