giovedì, 18 agosto 2022
Medinews
18 Dicembre 2008

ETÀ E SORGENTE DI CELLULE STAMINALI INFLUENZANO L’OUTCOME DEL TRAPIANTO

Domenica, 7 dicembre – Le neoplasie ematologiche (leucemia, linfoma e mieloma) sono spesso trattate con la combinazione di trattamenti quali chemioterapia, terapia biologica, radioterapia e trapianto di cellule staminali (TCS). Quest’ultimo è classificato in base alla sorgente di cellule staminali (midollo osseo, sangue periferico o sangue del cordone ombelicale) e alla loro origine (autologo o eterologo).
Sono stati presentati 4 studi, che hanno esaminato gli effetti che la sorgente di cellule staminali e l’età del paziente possono avere sull’outcome del trapianto. “Il risultato di questi studi – ha affermato Armand Keating, direttore della Divisione di Ematologia e professore all’Università di Toronto (Canada) – rafforza l’evidenza e la conoscenza dei regimi oggi disponibili per prolungare la risposta e la sopravvivenza di un ampio gruppo di pazienti”. Uno di questi studi, presentato da Mary Eapen del Center for International Blood and Marrow Transplantation, in collaborazione con l’European Group for Blood and Marrow Transplantation e il New York Blood Center, ha valutato la compatibilità genetica (HLA) dei donatori con il paziente e l’outcome del trapianto in 1240 adulti con leucemia acuta da 2002 al 2006. Lo studio ha evidenziato che il TCS da sangue periferico e da midollo osseo “matched” riduce, quasi dimezzandola, la mortalità trapianto-correlata rispetto a quanto osservato nel TCS da sangue periferico, da midollo osseo e da sangue del cordone ombelicale “mismatched”. Anche la sopravvivenza libera da malattia e globale risultano prolungate dopo TCS “matched”.


SIEnews – Numero 24 – 18 dicembre 2008
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