lunedì, 18 ottobre 2021
Medinews
17 Settembre 2012

ESPOSIZIONE A RADIAZIONI A SCOPO DIAGNOSTICO E RISCHIO DI TUMORE DEL SENO IN PORTATRICI DI MUTAZIONI BRCA1/2

Un ampio studio europeo, GENE-RAD-RISK, condotto in portatrici di mutazioni BRCA1/2 ha dimostrato che l’utilizzo di radiazioni ai fini diagnostici prima dei 30 anni è associato a un maggiore rischio di cancro mammario, anche a dosi molto più basse di quelle ricevute da altre popolazioni esposte a radiazioni. Lo studio retrospettivo, di coorte, pubblicato sul British Medical Journal (leggi abstract), ha valutato il rischio di tumore del seno associato alle radiazioni utilizzate a scopo diagnostico in 1993 donne portatrici di mutazioni BRCA1/2 reclutate tra il 2006 e il 2009 nell’ambito di tre studi nazionali in Francia, Regno Unito e Olanda (rispettivamente GENEPSO, EMBRACE e HEBON). Gli investigatori hanno stimato il rischio di cancro del seno con modello di rischio proporzionale di Cox pesato con dose cumulativa all’organo, tempo-dipendente, stimata individualmente, sulla base di stime nominali di dose all’organo e auto-valutazione della frequenza delle procedure diagnostiche. Dalle analisi sono state escluse le portatrici di mutazioni che avevano ricevuto diagnosi del tumore più di 5 anni prima del completamento del questionario, per eliminare i potenziali ‘bias’ di sopravvivenza. I risultati dello studio indicano che nelle portatrici di mutazioni BRCA1/2 qualsiasi esposizione a radiazioni per scopi diagnostici prima dei 30 anni era associata a un aumentato rischio di tumore del seno (hazard ratio [HR] 1.90, intervallo di confidenza [IC] 95%: 1.20 – 3.00), secondo uno schema dose-risposta. I rischi per un quarto della dose cumulativa stimata < 0.0020 Gy, ≥ 0.0020 – 0.0065 Gy, ≥ 0.0066 – 0.0173 Gy e ≥ 0.0174 Gy erano rispettivamente 1.63 (IC 95%: 0.96 – 2.77), 1.78 (IC 95%: 0.88 – 3.58), 1.75 (IC 95%: 0.72 – 4.25) e 3.84 (IC 95%: 1.67 – 8.79). Le analisi sui diversi tipi di procedure diagnostiche mostravano uno schema di rischio che aumentava con il numero di radiografie prima dei 20 anni e prima dei 30 anni, rispetto alle pazienti che non erano state esposte a radiazioni. Anche un’anamnesi di mammografia prima dei 30 anni è stata associata a un rischio superiore di tumore del seno (HR 1.43, IC 95%: 0.85 – 2.40), mentre l’analisi di sensibilità ha indicato che questo risultato non era conseguenza di confondimento con l’indicazione della storia familiare. In conclusione, in questo ampio studio europeo su portatrici di mutazioni BRCA 1/2, l’esposizione alle radiazioni a fini diagnostici prima dei 30 anni è stata associata a un aumentato rischio di tumore del seno con dosi considerevolmente più basse rispetto a quanto rilevato in altre coorti esposte a radiazione. Gli investigatori quindi suggeriscono l’utilizzo di metodiche d’immagine con radiazioni non ionizzanti (come la risonanza magnetica) quale principale strumento per la sorveglianza delle giovani donne con mutazioni BRCA1/2.
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