domenica, 24 ottobre 2021
Medinews
30 Ottobre 2012

ESITI NEI PAZIENTI ANZIANI CON SCOMPENSO CARDIACO E FIBRILLAZIONE ATRIALE IN TERAPIA CON WARFARIN

Quattro su 5 pazienti anziani con scompenso cardiaco e fibrillazione atriale, con dispositivo elettronico impiantabile, vengono dimessi dall’ospedale senza prescrizione di warfarin. Questa carenza è stata associata a un più alto rischio di morte entro un anno dalle dimissioni. I ricercatori della Duke University School of Medicine di Durham, in Carolina del Nord, hanno ipotizzato che warfarin sia poco utilizzato e associato a un rischio più basso di mortalità, eventi trombo-embolici e infarto del miocardio. A questo scopo hanno utilizzato i dati di un registro clinico legato ai rimborsi Medicare ed esaminato l’uso di warfarin al momento delle dimissioni e dopo 30 giorni e un anno per stimare la mortalità per tutte le cause e i tassi di incidenza cumulativa della mortalità, di eventi trombo-embolici, di infarto del miocardio e di eventi emorragici in pazienti di 65 anni e oltre, con anamnesi di fibrillazione atriale e impianto di un dispositivo elettronico, ricoverati per scompenso cardiaco tra il 2001 e il 2006, ma che non avevano mai ricevuto trattamento anti-coagulante prima. Hanno quindi comparato gli esiti tra i pazienti che avevano o meno ricevuto prescrizione di warfarin alle dimissioni e testato le associazioni tra trattamento ed esiti. Dei 2.586 pazienti eleggibili, ricoverati in 252 ospedali, 2.049 sono stati dimessi senza prescrizione del farmaco. Dopo un anno, il gruppo che non aveva ricevuto l’anti-coagulante presentava un tasso più alto di mortalità (37,4 vs 28,8; p < 0,001), ma percentuali simili di trombo-embolismo, infarto del miocardio e sanguinamento. In conclusione, il trattamento con warfarin è stato associato a un più basso rischio di mortalità a 1 anno per tutte le cause (HR 0,76).

Clinical Cardiology
TORNA INDIETRO