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16 Aprile 2013

ESITI DOPO RADIOTERAPIA CEREBRALE IN PAZIENTI CON TUMORE MAMMARIO E METASTASI AL CERVELLO PRIMA E DOPO L’INTRODUZIONE DI TRASTUZUMAB

Per valutare la sopravvivenza delle pazienti con tumore metastatico della mammella, positivo o negativo al recettore 2 del fattore di crescita epidermico umano (HER2), sottoposte a radioterapia (RT) cerebrale prima e dopo la disponibilità di trastuzumab (T), ricercatori della University of British Columbia (Vancouver, Canada) hanno identificato le donne con diagnosi di metastasi cerebrali del tumore mammario, trattate con RT cerebrale in due periodi: prima (n = 307; periodo preT: 1986 – 1992) e dopo (n = 441; periodo T: 2000 – 2007) l’introduzione di trastuzumab in terapia. Nel periodo T, il test di HER2 faceva parte della clinica pratica di routine, mentre nella popolazione compresa nel periodo preT solo 128 casi su 307 (42%) sono stati sottoposti a test di HER2, eseguito retrospettivamente su microarray tessutale. La sopravvivenza globale (OS) è stata stimata con il metodo di Kaplan-Meier e per le comparazioni tra i due periodi è stato utilizzato il test log-rank. In entrambe le coorti, nel periodo preT e T, il tasso di positività a HER2 è risultato rispettivamente del 26% (33 di 128) e 40% (176 pazienti di 441) (p < 0,001). Il tempo mediano dalla diagnosi alla RT cerebrale è risultato più lungo nel periodo preT (3,3 vs 2,3 anni; p < 0,001) e la sopravvivenza dopo la RT cerebrale è migliorata nel periodo T, rispetto a quello preT (OS a 1 anno: 26 vs 12%; p < 0,001). Il tasso di OS a 1 anno nelle pazienti HER2-negative è risultato pari al 20% in entrambe i periodi (p = 0,97), mentre nelle pazienti HER2-positive, la OS a 1 anno nella coorte del periodo preT era pari al 5% rispetto al 40% in quella identificata nel periodo T (p < 0,001). In conclusione, diversamente dalle pazienti con tumore mammario HER2-negativo, nelle quali non è stata osservata nel tempo alcuna differenza di sopravvivenza dopo RT cerebrale, le pazienti con metastasi cerebrali HER2-positive hanno manifestato una migliore sopravvivenza dopo la disponibilità di trastuzumab.
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