mercoledì, 8 febbraio 2023
Medinews
3 Novembre 2010

ESITI DEL CARCINOMA EPATICO IN PAZIENTI OLTRE I CRITERI DI MILANO DOPO TRAPIANTO O EPATECTOMIA PARZIALE

La sopravvivenza globale è paragonabile nei due gruppi, ma i decessi per tumore si verificano principalmente nei pazienti sottoposti ad asportazione parziale

Il trapianto ortotopico di fegato viene attualmente proposto anche per il trattamento dei pazienti con carcinoma epatico che non rientrano nei criteri di Milano. Ricercatori statunitensi hanno condotto un’analisi tra i pazienti sottoposti a trapianto di fegato e a epatectomia parziale per carcinoma epatico che non rientra nei criteri di Milano. A questo fine, hanno identificato dallo United Network for Organ Sharing registry 92 pazienti statunitensi con tali caratteristiche e sottoposti a trapianto ortotopico di fegato tra il 2002 e il 2005. Nello stesso periodo, 94 pazienti con tumori di uguali dimensioni sono stati sottoposti a epatectomia parziale in un unico centro. I dati sono stati analizzati usando metodi diversi (χ, parametrici, non parametrici e Kaplan-Meier). I pazienti trapiantati erano più frequentemente maschi (82% vs 65%; p = 0.01) e avevano un elevato punteggio MELD (Model for End Stage Liver Disease) (mediana, 11 vs 7; p < 0.001). Tra i pazienti sottoposti a trapianto è stata osservata più frequentemente cirrosi (79% nei trapiantati vs 38% in quelli sottoposti a epatectomia parziale; p < 0.001), soprattutto secondaria a infezione virale di epatite C (29% vs 5% rispettivamente nei due gruppi; p < 0.001). La dimensione media cumulativa dei tumori era di 10 cm nei pazienti sottoposti a epatectomia parziale (63% dei quali non rientravano nei criteri dell’Università della California di San Francisco), rispetto a 6.4 cm nei trapiantati (20% dei quali eccedevano i criteri dell’Università della California di San Francisco) (p < 0.001). Ad un follow-up mediano di 34 mesi (range: 1 – 86), la sopravvivenza a 3 anni era comparabile nelle due coorti (66%±10% per i trapiantati vs 66%±10% in quelli sottoposti a epatectomia parziale; p = 0.97). I decessi per cancro (26 di 37, 70%) si erano verificati prevalentemente tra i pazienti sottoposti a epatectomia parziale, mentre le morti non per cancro (25 di 37, 68%) erano più comuni in quelli sottoposti a trapianto (p < 0.001). Lo studio pubblicato nella rivista American Journal of Clinical Oncology (leggi abstract originale) indica una sopravvivenza globale simile nella popolazione eterogenea di pazienti con carcinoma epatico che non rientravano nei criteri di Milano, sottoposti a trapianto o a epatectomia parziale. Ulteriori studi sono tuttavia necessari per permettere un’appropriata selezione dei pazienti da indirizzare a terapie così diverse.


Liver Cancer Newsgroup – Numero 11 – Novembre 2010
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