martedì, 1 dicembre 2020
Medinews
18 Gennaio 2011

ESITI CLINICI DEL TRAPIANTO EPATICO PER CARCINOMA SVILUPPATO DOPO INFEZIONE DA HBV

Il trapianto rimane l’indicazione maggiore per questi pazienti e l’unico fattore predittivo di recidiva è il livello di alfa-fetoproteina nel siero prima della procedura chirurgica. Il carcinoma epatico è la più frequente indicazione per il trapianto ortotopico di fegato (OLT, orthotopic liver transplantation) nei pazienti con infezione cronica da virus dell’epatite B (HBV) e stadio tumorale che rientra nei criteri dello United Network for Organ Sharing. Il numero di pazienti che presenta questa forma di tumore è in crescita, mentre quello dei pazienti con cirrosi da HBV sembra diminuire presumibilmente per la maggiore disponibilità di analoghi nucleosidici/nucleotidici orali molto efficaci. L’articolo pubblicato nella rivista Clinical Transplantation (leggi abstract originale) riporta i risultati del National Institutes of Health (NIH) HBV OLT Study Group in 98 pazienti trapiantati per carcinoma epatico da infezione cronica di HBV. Il 52.4% della popolazione dello studio NIH HBV OLT è stata sottoposta alla procedura per carcinoma epatico da HBV. Al follow-up di 36.5 mesi dopo OLT, 12 pazienti (12.2%) avevano sviluppato recidiva del carcinoma epatico. L’analisi multivariata non ha evidenziato un ruolo statisticamente significativo a variabili come sesso, stadio tumorale al momento dell’OLT, recidiva dell’infezione HBV, trattamento o durata della diagnosi di carcinoma epatico prima dell’OLT, per la previsione della recidiva del tumore. Solo concentrazioni di alfa-fetoproteina sierica (AFP) superiori a 200 ng/mL al momento dell’OLT sono state evidenziate quale fattore predittivo statisticamente significativo di recidiva dello stesso carcinoma (p = 0.003). Nello studio, quindi, la recidiva del tumore è stata significativamente associata a ridotta sopravvivenza dopo l’OLT. I ricercatori statunitensi confermano l’indicazione all’OLT per i pazienti con carcinoma epatico e infezione cronica da HBV, indipendentemente dalla disponibilità di antivirali orali più efficaci.
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