ESITI A LUNGO TERMINE DELLA CHEMIOTERAPIA PRE- VS POST-OPERATORIA NEL CANCRO RETTALE LOCALMENTE AVANZATO
Con la chemioterapia somministrata prima della procedura chirurgica si otterrebbe un migliore controllo locale della malattia, ma nessun effetto sulla sopravvivenza globale. La chemioterapia pre-operatoria è stata riconosciuta quale trattamento standard per il carcinoma rettale localmente avanzato dopo la pubblicazione nel 2004 dei primi risultati dello studio CAO/ARO/AIO-94 (Working Group of Surgical Oncology/Working Group of Radiation Oncology/Working Group of Medical Oncology of the Germany Cancer Society), che avevano dimostrato un migliore controllo locale della malattia. Tuttavia, a un follow-up mediano di 46 mesi non è stato osservato alcun beneficio di sopravvivenza. In questo articolo, pubblicato sulla rivista Journal of Clinical Oncology (leggi abstract originale), sono riportati i risultati di un follow-up mediano più lungo (134 mesi). I ricercatori tedeschi hanno randomizzato 823 pazienti con cancro rettale allo stadio II – III a chemioterapia pre-operatoria contenente fluorouracile (FU), chirurgia con rimozione mesorettale totale e chemioterapia adiuvante con FU oppure alla stessa schedula chemioterapica utilizzata dopo la procedura chirurgica. Lo studio è stato disegnato per raggiungere un potere dell’80% nel rilevare una differenza del 10% sulla sopravvivenza globale a 5 anni, quale endpoint primario. Endpoint secondari erano l’incidenza cumulativa di recidiva locale e a distanza e la sopravvivenza libera da malattia. Dei 799 pazienti eleggibili, 404 sono stati randomizzati a chemioterapia pre-operatoria e 395 a quella post-operatoria. All’analisi ‘intention-to-treat’, la sopravvivenza globale a 10 anni è risultata del 59.6% nel braccio di chemioterapia pre-operatoria e del 59.9% con il trattamento post-operatorio (p = 0.85). L’incidenza cumulativa di recidiva locale a 10 anni è stata del 7.1 e del 10.1% nei bracci randomizzati rispettivamente a chemioterapia pre- e post-operatoria (p = 0.048). Nessuna differenza significativa è stata invece rilevata sull’incidenza cumulativa di metastasi a distanza (29.8 vs 29.6%; p = 0.9) o sulla sopravvivenza libera da malattia a 10 anni. In conclusione, i ricercatori tedeschi hanno osservato un significativo e persistente miglioramento del controllo locale del tumore con la chemioterapia pre-operatoria, ma nessun effetto sulla sopravvivenza globale. L’integrazione di più trattamenti sistemici efficaci in una terapia multimodale, come è stato adottato nello studio CAO/ARO/AIO-94, potrebbe quindi ridurre le metastasi a distanza e migliorare la sopravvivenza.