mercoledì, 25 novembre 2020
Medinews
26 Giugno 2012

ERLOTINIB È SUPERIORE A CHEMIOTERAPIA IN POPOLAZIONE SELEZIONATA CON ADENOCARCINOMA POLMONARE E MUTAZIONE EGFR

L’efficacia del farmaco in pazienti selezionati con tumore al polmone non a piccole cellule (NSCLC) in stadio avanzato è simile a quella osservata con l’associazione di erlotinib con chemioterapia contenente carboplatino e paclitaxel. Erlotinib è clinicamente efficace in pazienti con adenocarcinoma che non hanno mai fumato, o solo limitatamente in passato, o con mutazione tumorale del gene per il recettore del fattore di crescita epidermica, EGFR. Ricercatori dei maggiori centri oncologici statunitensi hanno esaminato l’efficacia di erlotinib da solo o in combinazione con la chemioterapia in pazienti con NSCLC avanzato (adenocarcinoma), che non erano mai stati trattati con inibitori tirosin-chinasici di EGFR e con chemioterapia, non o ex-fumatori (> 100 sigarette e ≤ 10 pacchetti/anno, che avevano smesso di fumare ≥ 1 anno prima), randomizzati a erlotinib in continuo da solo o in combinazione con carboplatino e paclitaxel (ECP) per 6 cicli seguiti da erlotinib da solo. Endpoint primario dello studio randomizzato di fase II CALGB 30406, pubblicato sulla rivista Journal of Clinical Oncology (leggi abstract), era la sopravvivenza libera da progressione (PFS). La raccolta di campioni di tessuto era vincolante per l’inclusione. I risultati indicano una PFS simile (5.0 vs 6.6 mesi; p = 0.1988) nei pazienti che hanno ricevuto erlotinib da solo (braccio A, n = 81) e in quelli assegnati a ECP (braccio B, n = 100). L’analisi delle mutazioni EGFR è stata possibile nel 91% dei pazienti (164 di 181); le mutazioni sono state rilevate nel 40% dei non fumatori (51 di 128) e nel 42% degli ex-fumatori (15 di 36). Nel braccio A, il tasso di risposta (70 vs 9%), la PFS (14.1 vs 2.6 mesi) e la sopravvivenza globale (OS; 31.3 vs 18.1 mesi) erano migliori nei pazienti positivi alla mutazione EGFR. Nel braccio B, il tasso di risposta (73 vs 30%), la PFS (17.2 vs 4.8 mesi) e la OS (38.1 vs 14.4 mesi) erano anch’essi migliori nei pazienti che presentavano tumori con mutazione EGFR. L’incidenza di tossicità di grado 3 e 4 sia ematologica (2 vs 49%; p < 0.001) che non ematologica (24 vs 52%; p < 0.001) era più alta nei pazienti trattati con ECP. In conclusione, erlotinib ed erlotinib associato alla chemioterapia mostrano efficacia comparabile nelle popolazioni di pazienti con NSCLC in stadio avanzato esaminate. I pazienti portatori di mutazioni EGFR sono quelli che più probabilmente traggono beneficio dal trattamento.
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