Medinews
11 Novembre 2008

EPATOCARCINOMA PRIMITIVO RECIDIVATO: ANALISI CLONALE PER DISTINGUERE TRA ORIGINE MULTICENTRICA E METASTASI INTRAEPATICHE

L’analisi combinata con tecniche istopatologiche e genetiche può chiarire la natura della recidiva dell’epatocarcinoma (HCC). L’incidenza di lesioni multicentriche (LM) in Cina è più bassa che in altri Paesi (30% rispetto a 50% in Giappone). L’intervallo alla recidiva, il grado del tumore, l’invasione portale, il numero di masse tumorali e lo stadio Child sono i fattori più importanti per distinguere le metastasi intraepatiche (MI) dalle LM. Questa distinzione è importante in quanto la prognosi (in questo caso la sopravvivenza libera da malattia) nei pazienti con LM rispetto a MI è significativamente migliore. Nello studio, pubblicato nel Journal of Gastrointestinal Surgery (per scaricare l’abstract originale clicca qui), i ricercatori cinesi hanno valutato l’incidenza di LM e di MI nell’HCC collegando alla diffusione del virus dell’epatite B nel loro Paese: le caratteristiche istopatologiche e genetiche dei tumori primari e delle recidive sono state determinate in 160 casi. I due gruppi (LM e MI) sono stati analizzati riguardo la sopravvivenza libera da malattia e le differenze clinico-patologiche, evidenziando che il 27.5 e il 59.4% dei pazienti devono essere considerati, rispettivamente, nel gruppo LM e MI, in base agli esiti istopatologici. Comparando l’informazione genetica per perdita di eterozigosi e instabilità dei microsatelliti con 10 diversi marcatori nel tumore primario e nella recidiva, rispettivamente il 30.0% e il 63.8% dei pazienti con HCC ricorrente erano considerati nel gruppo LM e MI. Nel complesso, 126 casi con conclusioni concordi dalle analisi istopatologiche e genetiche sono stati selezionati e suddivisi nei gruppi LM (37 casi) e MI (89 casi). L’analisi di regressione ha evidenziato che l’intervallo alla recidiva, il grado, l’invasione portale, il numero di masse tumorali e lo stadio Child erano i più importanti fattori discriminanti tra LM e MI (p < 0.05). Riguardo la prognosi, il metodo di Kaplan-Meier e il test log-rank hanno mostrato che la sopravvivenza libera da malattia nel gruppo LM era significativamente migliore rispetto a quella nel gruppo MI (p = 0.002).
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