mercoledì, 29 maggio 2024
Medinews
16 Marzo 2009

EPATITE DELTA QUALE FATTORE DI RISCHIO DI CIRROSI E CARCINOMA EPATICO

L’infezione cronica da virus dell’epatite Delta (HDV) rappresenta un fattore di rischio per cirrosi ed epatocarcinoma (HCC), ma i fattori prognostici della malattia sono ancora poco definiti. Epatologi milanesi hanno valutato il decorso della malattia in 299 pazienti, ricoverati all’Ospedale Maggiore di Milano tra il 1978 e il 2006, analizzando i dati di quelli positivi all’HDV per almeno 6 mesi (230 maschi, età media 30 anni). L’infezione da HDV era confermata dalla presenza di antigene HDV nel tessuto epatico o nel siero (RNA) dei pazienti sieropositivi per l’antigene (HDV/HBsAg). Lo studio, pubblicato su Gastroenterology (leggi abstract originale), ha indicato che, all’arruolamento, 7 pazienti erano affetti da epatite acuta, 101 avevano epatite cronica lieve-moderata, 76 epatite cronica grave e 104 manifestavano segni istologici o clinici di cirrosi. Novanta pazienti sono stati trattati con interferone, 62 con corticosteroidi e 12 con analoghi nucleosidici, mentre 135 non hanno ricevuto terapia. Nel periodo medio di 233 mesi, 82 pazienti hanno sviluppato cirrosi. Tra i 186 pazienti con cirrosi, 46 hanno sviluppato HCC, 43 ascite, 44 ittero e 1 encefalopatia. Il sesso femminile, l’abuso di alcool e la replicazione di HDV sono stati associati a insufficienza epatica, l’associazione tra replicazione di HDV e interferone a sviluppo di HCC. Prima della conclusione dello studio, 186 pazienti erano ancora in vita, 63 erano deceduti e 29 erano stati trapiantati. La causa più frequente di morte era insufficienza epatica (n = 37; 59%) e la replicazione di HDV era il solo fattore indipendente predittivo di mortalità. La replicazione persistente di HDV porta i pazienti a cirrosi ed HCC in percentuale pari a 4% e 2.8%, rispettivamente, ed è l’unico predittore di mortalità legata al fegato.
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