domenica, 19 settembre 2021
Medinews
26 Ottobre 2009

EPATECTOMIA IN ASSOCIAZIONE A TACE ADIUVANTE VS SOLA RESEZIONE NEL CARCINOMA IN STADIO III

L’associazione con chemio-embolizzazione transarteriosa (TACE) adiuvante migliora la sopravvivenza globale e quella libera da malattia nei pazienti in stadio avanzato della malattia, rispetto all’epatectomia da sola. La resezione epatica è considerata il trattamento potenzialmente curativo del carcinoma epatico ma eseguita solo in casi selezionati di epatocarcinoma in stadio IIIA, che includono tumori multipli di dimensioni maggiori di 5 cm o tumori che coinvolgono un ramo principale della vena porta o epatica (secondo la stadiazione TNM UICC sesta edizione). In studi retrospettivi, la TACE è stata applicata al fine di migliorare la prognosi di sopravvivenza dei pazienti sottoposti a resezione dell’epatocarcinoma. Tuttavia, i benefici nei pazienti in stadio IIIA non sono mai stati valutati. Lo studio pubblicato nella rivista Journal of Cancer Research and Clinical Oncology (leggi abstract originale) ha valutato l’influenza dell’epatectomia da sola o in combinazione con TACE adiuvante sulla prognosi di sopravvivenza a lungo termine nei pazienti con epatocarcinoma in stadio IIIA. Tra gennaio 2001 e marzo 2004, ricercatori cinesi hanno arruolato 115 pazienti con queste caratteristiche della malattia in uno studio prospettico randomizzato (NCT00652587). I pazienti sono stati sottoposti ad epatectomia con TACE adiuvante (braccio ET) o a sola epatectomia (braccio ES) presso il centro oncologico della Sun Yat-Sen University di Guangzhou. La sopravvivenza è stata analizzata nei due bracci dello studio; i dati demografici dei pazienti erano simili e non esistevano differenze significative di morbilità o mortalità intra-ospedaliera. I sintomi di tossicità più frequenti erano quelli associati a TACE adiuvante: nausea/vomito (54.4%) e tossicità epatica transitoria (con elevazione della aminotransferasi, 52.6%). Sebbene non ci fosse differenza significativa sul tasso di recidiva tra i due bracci (50/57 vs 56/58; p = 0.094), il braccio ET mostrava una percentuale più alta di lesioni singole di recidiva del carcinoma epatico (χ2 = 3.719; p = 0.054) e di terapia potenzialmente curativa della recidiva (χ2 = 4.456; p = 0.035). Al momento della analisi dei dati, interruzione dello studio, erano deceduti 92 pazienti. Le percentuali di sopravvivenza globale (SG) a 1, 3 e 5 anni erano rispettivamente dell’80.7%, 33.3% e 22.8% e la SG media era di 23.0 mesi, nel gruppo ET. Le corrispondenti percentuali di SG nel braccio ES erano rispettivamente del 56.5%, 19.4% e 17.5% e la SG mediana era di 14.0 mesi. La differenza era significativa (log-rank test stratificato; p = 0.048). Le percentuali di sopravvivenza libera da malattia (SSM) a 1, 3 e 5 anni, nel gruppo ET, erano rispettivamente del 29.7%, 9.3% e 9.3% e la SSM mediana era di 6.0 mesi. Nel gruppo ES, i valori corrispondenti erano rispettivamente 14.0%, 3.5%, 1.7% e 4.0 mesi (log-rank test stratificato; p = 0.004).
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