martedì, 24 novembre 2020
Medinews
20 Luglio 2009

EMILIA ROMAGNA: TUMORE AL SENO, AMPLIATO SCREENING DAI 45 AI 75 ANNI

“Con questo provvedimento siamo la prima Regione italiana che, sulla base di precise evidenze scientifiche, ha deciso di ampliare la fascia di età per gli accertamenti per la prevenzione del tumore al seno”. Con queste parole, l’assessore regionale alla sanità dell’Emilia Romagna Giovanni Bissoni ha annunciato l’ampliamento del programma di screening gratuito per la diagnosi precoce dei tumori della mammella, contenuto nel provvedimento sulle riduzioni dei tempi di attesa per visite ed esami specialistici che impegnerà le aziende sanitarie a rispettare precisi percorsi di garanzia. Lo screening – attualmente rivolto alle donne dai 50 ai 69 anni, che prevede per chi aderisce una mammografia ogni 2 anni – dal primo gennaio 2010 sarà esteso anche a più di 160.000 donne di età compresa tra 45 e 49 anni (con una mammografia ogni anno) e a 126.000 donne nella fascia di età dai 70 ai 74 anni (con mammografia ogni due anni). L’allargamento dello screening, ha spiegato ancora l’assessore, è stato deciso a seguito delle ultime evidenze scientifiche e per venire incontro alla domanda. Sono definiti inoltre priorità e percorsi di accesso alla mammografia, al di fuori del programma di screening, ad esempio in casi urgenti (nell’arco di 24 ore, 7 giorni per gli urgenti differibili) o in caso di fattori di rischio legato a ereditarietà-familiarità. “Oggi sono chiamate allo screening le donne comprese tra i 50 e i 70 anni – ha concluso Bissoni -. L’Emilia Romagna è la prima Regione d’Italia che allarga questa età di screening a 45 anni, posticipandola a 75, naturalmente sulla base di alcune evidenze scientifiche che ormai sono a disposizione di tutti: per sostenere questo programma, un impegno straordinario delle aziende e una disponibilità aggiuntiva di risorse di 10 milioni di euro”. In Emilia Romagna, la proporzione di tumori invasivi alla mammella in stadi avanzati prima dell’avvio del programma di screening era del 54%, ora è al 34%. A oggi l’85% degli interventi chirurgici della mammella è conservativo; gli studi sui programmi di studi sulla riduzione del rischio di morire di questo tumore in Emilia Romagna è del 56%, a fronte del 50% del dato italiano.
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