Medinews
30 Ottobre 2012

ELEVATI LIVELLI DI VITAMINA D NEL SANGUE ABBASSANO LA MORTALITÀ PER TUTTE LE CAUSE

Bassi livelli di vitamina D sono stati associati alla diagnosi di malattie cardiovascolari e alla mortalità. Questi dati però derivano da studi eseguiti su un basso numero o su gruppi selezionati di pazienti. I ricercatori danesi dell’ospedale di Glostrup hanno per questo esaminato l’associazione tra vitamina D, misurata nel siero, e l’incidenza delle diagnosi di malattia ischemica, ictus e mortalità per tutte le cause in un ampio campione di popolazione. In totale sono state studiate 9.146 persone coinvolte in due studi: Monica10 e Inter99. Le informazioni sulle malattie cardiovascolari e sulle cause di morte sono state ottenute dai registri danesi aggiornati al 31 dicembre 2008. In totale, in un follow-up medio di 10 anni, sono stati osservati 478 casi di malattia ischemica, 316 di infarto e 633 decessi. I risultati dell’analisi statistica hanno evidenziato un’associazione inversa tra stato vitaminico D e mortalità per tutte le cause, risultando in una ridotta mortalità con livelli di vitamina D superiori a 10 nmol/l, ma nessuna tra stato vitaminico D e incidenza di malattia ischemica o infarto.

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