sabato, 13 luglio 2024
Medinews
22 Novembre 2019

Efficacy of Nivolumab plus Ipilimumab According to Number of IMDC Risk Factors in CheckMate 214

In the randomized, open-label, phase 3 CheckMate 214 trial, nivolumab plus ipilimumab (nivolumab 3 mg/kg plus ipilimumab 1 mg/kg every 3 wk for four doses, then nivolumab 3 mg/kg every 2 wk) had superior efficacy over sunitinib (50 mg once daily, 4 wk on, 2 wk off) in patients with untreated International Metastatic Renal Cell Carcinoma Database Consortium (IMDC) intermediate- or poor-risk advanced renal cell carcinoma; the benefits were sustained through … (leggi tutto)

Lo studio CheckMate -214 ha modificato lo standard terapeutico nel carcinoma del rene avanzato, portando alla registrazione della combinazione nivolumab + ipilimumab quale prima linea terapeutica nella malattia a rischio intermedio-alto in accordo ai criteri prognostici in uso.
In particolare, il vantaggio in sopravvivenza globale che era uno dei tre co-primary endpoints dello studio aveva un significato clinico e statistico (HR 0,63) tali da supportare il passaggio dalla monoterapia con inibitori tirosin-chinasici alla combinazione tra due agenti immunologici quale scelta terapeutica preferenziale.
Tra le domande di pratica clinica rimaste aperte vi era sicuramente l’identifiicazione dei pazienti più responsivi all’una o l’altra opzione di cura.
La post hoc analysis presentata da Bernard Escudier suggerisce come il beneficio della combinazione immunologica sia in tutta la popolazione in classe di rischio intermedio-alto indipendentemente dal numero di fattori prognostici sfavorevoli rilevati.
In attesa della rimborsabilità AIFA, questa rimane un’informazione molto utile che potrà aiutare il clinico nell’indirizzare la scelta terapeutica.
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