venerdì, 30 luglio 2021
Medinews
7 Aprile 2011

EFFICACIA E TOSSICITÀ DI CEDIRANIB NEL CARCINOMA EPATICO

L’elevata tossicità ha invalidato l’efficacia del farmaco somministrato alla dose di 45 mg al giorno per via orale in pazienti con tumore inoperabile o metastatico

Molti studi hanno dimostrato che il fattore di crescita dell’endotelio vascolare (VEGF) è sovra-espresso nell’epatocarcinoma. Ricercatori statunitensi del North Central Cancer Treatment Group hanno valutato l’efficacia e la tossicità di cediranib, potente inibitore del segnale VEGF, in 28 pazienti con carcinoma epatico inoperabile o metastatico arruolati in uno studio di fase II. I pazienti hanno ricevuto 45 mg di questo agente in unica dose giornaliera per via orale, a cicli di 28 giorni. L’obiettivo primario dello studio pubblicato sulla rivista American Journal of Clinical Oncology (leggi abstract originale) era valutare la sopravvivenza a 6 mesi; obiettivi secondari erano la risposta tumorale, il tempo alla progressione e la tossicità. Tutti i 28 pazienti erano risultati valutabili per gli esiti di efficacia: 12 (42.9%) sono sopravvissuti 6 mesi, 15 (53.6%) sono deceduti entro questo periodo e 1 (3.6%) è stato perso nel follow-up prima dello scadere dei 6 mesi. La sopravvivenza globale mediana è stata di 5.8 mesi (intervallo di confidenza 95%: 3.4 – 7.3) e nessun paziente ha manifestato risposta confermata. Il tempo mediano alla progressione è stato di 2.8 mesi (intervallo di confidenza 95%: 2.3 – 4.4). Eventi avversi di grado 3+ sono stati osservati in 26 pazienti (93%); i più comuni erano fatigue (46%), anoressia (25%), ipertensione (21%) ed elevazione di alanina aminotransferasi (18%). Proprio a causa dell’elevata tossicità, cediranib al dosaggio e schedula utilizzati nello studio, non è risultato efficace per il trattamento dei pazienti con carcinoma epatico inoperabile o metastatico.


Liver Cancer Newsgroup – Numero 4 – Aprile 2011
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