mercoledì, 21 aprile 2021
Medinews
21 Novembre 2013

EFFICACIA E SICUREZZA IN PAZIENTI CON CARCINOMA RENALE AVANZATO TRATTATI CON SORAFENIB: RUOLO DEL PRE-TRATTAMENTO CON CITOCHINE

L’analisi multivariata indica che CRP e metastasi epatiche sono inversamente associate alla prognosi; la terapia con l’agente target è efficace e ben tollerata nei pazienti giapponesi

Ricercatori della Shinshu University School of Medicine di Matsumoto hanno condotto un’analisi retrospettiva, basata su un questionario, per valutare gli esiti del carcinoma renale in stadio avanzato in pazienti giapponesi trattati con sorafenib in ambito clinico giornaliero. I 110 pazienti sono stati trattati con sorafenib (400 mg due volte al giorno) presso 12 centri e sono state valutate la sopravvivenza globale (OS), la sopravvivenza libera da progressione (PFS), la sicurezza e i fattori prognostici associati alla PFS. Nello studio pubblicato sulla rivista International Journal of Clinical Oncology (leggi abstract), la OS mediana non è stata raggiunta entro il termine dello studio, mentre la PFS mediana è risultata 11.0 mesi (intervallo di confidenza [IC] 95%: 6.6 – 14.4). L’analisi univariata ha indicato che livelli di proteina C-reattiva (CRP) più elevati, livelli di Na+ più bassi e la presenza di metastasi epatiche erano fattori predittivi significativi di una PFS più sfavorevole (p < 0.05). Tra queste variabili, l’analisi multivariata ha identificato i livelli di CRP più elevati (p = 0.004) e la presenza di metastasi epatiche (p < 0.001) quali fattori significativamente associati a una PFS più sfavorevole. L’evento avverso più comune è stata la tossicità cutanea (67%), seguita dai sintomi gastrointestinali (26%), ipertensione (22%), fatigue (19%), tossicità ematologica (10%) ed emorragia (6%). L’incidenza di eventi avversi era comparabile a quanto precedentemente descritto in altri studi clinici. In conclusione, l’analisi multivariata ha indicato che CRP e metastasi epatiche erano inversamente associate alla prognosi e la terapia con sorafenib nei pazienti giapponesi con carcinoma renale avanzato è risultata efficace e ben tollerata.


Renal Cancer Newsgroup – Numero 11 – Novembre 2013
TORNA INDIETRO