venerdì, 3 febbraio 2023
Medinews
23 Giugno 2010

EFFICACIA E SICUREZZA DI CATUMAXOMAB IN PAZIENTI ONCOLOGICI CON ASCITE MALIGNA

Importanti aspetti clinici relativi all’anticorpo trifunzionale catumaxomab sono stati presentati al 46mo congresso annuale dell’American Society of Clinical Oncology (Asco), che si è appena concluso a Chicago. Un’analisi post-hoc dello studio registrativo del farmaco ha evidenziato una correlazione tra gli endpoint secondari (sopravvivenza libera da paracentesi e globale) e la comparsa di anticorpi anti-catumaxomab 8 giorni dopo l’ultima somministrazione intra-peritoneale del farmaco. I pazienti che sviluppano questi anticorpi anti-HAMA (human anti-mouse antibodies) traggono un beneficio significativo dalla terapia con catumaxomab, rispetto a quelli che non sviluppano anticorpi. Nello studio i pazienti con ascite maligna per vari carcinomi, trattati con catumaxomab, sopravvivono in media 129 giorni, più del doppio del periodo osservato nei pazienti che non sviluppano anticorpi (p = 0.0003). Altri risultati sono stati presentati al congresso, tra questi i dati iniziali di uno studio di fase 2, dove il catumaxomab è stato somministrato per acquisire i dati di sicurezza ed efficacia in consolidamento della chemioterapia di prima linea (leggi abstract originale) e in fase peri-operatoria della chirurgia radicale del tumore ovarico (leggi abstract originale). “Le conclusioni dimostrano l’importanza dell’utilizzo di catumaxomab nelle fasi precoci della malattia nel tumore ovarico. Stiamo aspettando di poter valutare l’efficacia dopo 2 anni di follow-up in 41 pazienti” ha affermato il principale investigatore dello studio, prof. Jalid Sehouli, dello University Hospital Charité di Berlino in Germania.
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