domenica, 7 agosto 2022
Medinews
29 Agosto 2012

EFFICACIA E SICUREZZA A LUNGO TERMINE DI SORAFENIB NEL CARCINOMA RENALE IN STADIO AVANZATO

Un beneficio maggiore di sopravvivenza libera da progressione è stato confermato nei pazienti cinesi; quando è necessaria una riduzione, la dose ottimale è di 600 mg/giorno

Sorafenib è stato confermato quale farmaco efficace nel carcinoma renale in stadio avanzato e lo studio pubblicato sulla rivista Oncology Letters (leggi abstract) è stato condotto per valutare l’efficacia e la sicurezza a lungo termine di sorafenib sul carcinoma renale in stadio avanzato in pazienti di etnia cinese e per sviluppare strategie di trattamento ottimale per la popolazione asiatica. Tra maggio 2006 e agosto 2011, 30 pazienti con carcinoma renale avanzato sono stati trattati con sorafenib presso il centro di oncologia del Tongji Hospital. Tutti i pazienti hanno ricevuto trattamento continuo di sorafenib (400 mg x 2 volte al giorno per via orale) fino a progressione o tossicità non tollerabile o morte. La riduzione a un dosaggio di 600 mg/giorno o inferiore si è resa necessaria alla comparsa di tossicità di grado 3 o 4. Nei pazienti sono state valutate la risposta tumorale, la sopravvivenza libera da progressione (PFS), la sopravvivenza globale (OS) e le tossicità correlate al farmaco. Il follow-up mediano è stato di 58 settimane (range: 12 – 270). Tra i 30 pazienti, uno ha mostrato remissione completa (CR, 3.3%), 4 remissione parziale (PR, 13.3%), 19 hanno ottenuto stabilizzazione della malattia (SD, 63.3%) e 6 hanno manifestato progressione (PD, 20%). Il tasso di controllo della malattia (DCR, CR+PR+SD) è risultato dell’80%, il tempo mediano di PFS è stato di 14 mesi e quello mediano di OS era 16 mesi. Solo un paziente ha dovuto interrompere definitivamente il trattamento con sorafenib per tossicità grave. I ricercatori del Tongji Medical College, Huazhong Science and Technology University, di Wuhan hanno osservato che una riduzione della dose o l’interruzione della terapia si è resa necessaria in 12 pazienti (40%) che hanno sviluppato eventi avversi di grado 3 o 4, 7 dei quali hanno tollerato bene una dose di 600 mg/giorno e mostrato beneficio clinico. Il metodo di Kaplan-Meier e il test log-rank hanno evidenziato che lo stato MSKCC (Memorial Sloan-Kettering Cancer Center) era fattore prognostico di PFS e OS nel carcinoma renale in stadio avanzato. In conclusione, l’efficacia e la sicurezza di sorafenib nel lungo termine è stata confermata anche in pazienti cinesi con carcinoma renale avanzato, che hanno manifestato un beneficio anche maggiore sulla PFS. I risultati di questo studio indicano che un dosaggio di 600 mg/giorno, invece di 400 mg/giorno, può rappresentare una scelta ottimale per i pazienti asiatici quando sia richiesta una riduzione della dose iniziale di farmaco.


Renal Cancer Newsgroup – Numero 7 – Agosto 2012
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