lunedì, 4 luglio 2022
Medinews
20 Febbraio 2012

EFFICACIA DI OXALIPLATINO ASSOCIATO ALLA CHEMIOTERAPIA ADIUVANTE NEL CANCRO AL COLON IN STADIO III

L’introduzione del derivato del platino nella terapia adiuvante con 5-fluorouracile (5-FU) in pazienti con cancro al colon sembra associata ad una migliore sopravvivenza. L’effetto era stato osservato anche in studi randomizzati (RCT) che avevano esaminato pazienti con cancro colorettale in stadio III, ma più giovani, in salute e meno diversi etnicamente dalla popolazione generale affetta da cancro. Quindi, il beneficio della terapia risultava ancora incerto in termini globali. Nello studio pubblicato sulla rivista Journal of the National Cancer Institute (leggi abstract originale), pazienti fino a 75 anni d’età con cancro al colon in stadio III, che avevano ricevuto chemioterapia entro 120 giorni dalla resezione chirurgica, sono stati identificati da 5 database osservazionali: SEER-Medicare (dati del registro del Surveillance, Epidemiology, and End Results collegati alle richieste di rimborso a Medicare), NYSCR (New York State Cancer Registry) per i dati collegati a richieste di rimborso di Medicaid e Medicare, NCCN (National Comprehensive Cancer Network) e CanCORS (Cancer Care Outcomes Research & Surveillance Consortium). La sopravvivenza globale (OS) è stata comparata tra i pazienti trattati con oxaliplatino rispetto a quelli che hanno ricevuto solo chemioterapia adiuvante. La OS nei 4060 pazienti che avevano ricevuto la diagnosi tra il 2004 e il 2009 è stata comparata con i dati dei pazienti coinvolti in 5 RCT (gruppo Adjuvant Colon Cancer ENdpoinTs [ACCENT], n = 8292). I gruppi di dati sono stati affiancati, non combinati, utilizzando le curve di Kaplan-Meier. I modelli aggiustati di rischio proporzionale di covariate e punteggi di propensità sono stati utilizzati per calcolare i rapporti di rischio (HR) aggiustati di sopravvivenza e analisi stratificate hanno esaminato i modificatori dell’effetto. Tutti i test statistici erano a due code. I risultati indicano che il vantaggio di sopravvivenza associato all’aggiunta di oxaliplatino a 5-FU adiuvante era evidente in tutti i ‘setting’ esaminati (OS a 3 anni: RCT 86% [n = 1273]; SEER-Medicare 80% [n = 1152]; CanCORS 88% [n = 129]; NYSCR-Medicaid 82% [n = 54]; NYSCR-Medicare 79% [n = 180] e NCCN 86% [n = 438]). I ricercatori del Dana-Farber Cancer Institute di Boston hanno osservato un miglioramento statisticamente significativo della OS a 3 anni nella coorte più ampia, quella del SEER-Medicare, e in quella del NYSCR-Medicare (HR aggiustato di morte, per la terapia adiuvante da sola o con oxaliplatino; globale dei 5 RCT: HR = 0.80, IC 95%: 0.70 – 0.92, p = 0.002; SEER-Medicare HR = 0.70, IC 95%: 0.60 – 0.82, p < 0.001; pazienti di età ≥ 65 anni del NYSCR-Medicare HR = 0.58, IC 95%: 0.38 – 0.90, p = 0.02). L’associazione tra trattamento contenente oxaliplatino e una migliore sopravvivenza è risultata mantenuta anche in pazienti più anziani e appartenenti a minoranze, così come in quelli con più elevata comorbilità. Quindi, l’aggiunta di oxaliplatino alla terapia adiuvante con 5-FU si associa a una migliore sopravvivenza in tutti i pazienti che ricevono questo trattamento per il cancro al colon in comunità.
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