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3 Settembre 2012

EFFICACIA DI DABRAFENIB NEL MELANOMA METASTATICO CON MUTAZIONE BRAF

Dabrafenib, un inibitore di BRAF mutato, ha mostrato attività clinica associata a un profilo di sicurezza favorevole in studi di fase 1 e 2 nei pazienti con melanoma metastatico che presenta mutazione di BRAF(V600). Ricercatori europei, tra cui un gruppo di italiani dell’Istituto Oncologico Veneto, ma anche colleghi russi, canadesi e statunitensi hanno condotto uno studio multicentrico, aperto, randomizzato, controllato, di fase 3, per esaminare l’efficacia di dabrafenib in pazienti con melanoma metastatico con mutazione di BRAFV600E. Gli autori dello studio pubblicato sulla rivista The Lancet hanno arruolato, tra il 23 dicembre 2010 e il 1 settembre 2011, pazienti adulti (età di 18 anni o maggiore) con melanoma precedentemente non trattato, in stadio IV o in stadio III non operabile, positivo alla mutazione BRAFV600E, che sono stati randomizzati (3:1) a ricevere dabrafenib (150 mg x 2 al giorno, per via orale) o dacarbazina (1000 mg/m2, per via endovenosa ogni 3 settimane). L’analisi si basa sui dati ottenuti alla data di cut-off del 19 dicembre 2011. I pazienti sono stati stratificati secondo la stadiazione dell’American Joint Committee on Cancer (III non operabile +IVM1a +IVM1b vs IVM1c). Endpoint primario era la sopravvivenza libera da progressione determinata dall’investigatore e l’analisi era di ‘intention-to-treat’; la sicurezza è stata valutata ‘per protocollo’. I risultati dell’analisi indicano che tra i 733 pazienti esaminati, 250 sono stati randomizzati a dabrafenib (n = 187) o dacarbazina (n = 63). La sopravvivenza mediana libera da progressione è risultata di 5.1 mesi con dabrafenib e di 2.7 mesi con dacarbazina, con un hazard ratio (HR) di 0,30 (IC 95%: 0,18 – 0,51; p < 0,0001). Al cut-off dei dati, 107 pazienti nel gruppo dabrafenib (57%) e 14 nel gruppo dacarbazina (22%) erano ancora in trattamento. Eventi avversi, legati al trattamento, di grado 2 o più alto si sono manifestati in 100 dei 187 pazienti che hanno ricevuto dabrafenib (53%) e in 26 dei 59 pazienti in terapia con dacarbazina (44%). I più comuni eventi avversi con dabrafenib sono stati tossicità cutanea, febbre, fatigue, artralgia e cefalea, mentre quelli più comuni con dacarbazina sono stati nausea, vomito, neutropenia, fatigue e astenia. Eventi avversi di grado 3 e 4 non sono stati frequenti in entrambe i gruppi. In conclusione, dabrafenib ha significativamente migliorato la sopravvivenza libera da progressione nei pazienti con melanoma metastatico rispetto a dacarbazina.

Dabrafenib in BRAF-mutated metastatic melanoma: a multicentre, open-label, phase 3 randomised controlled trial. The Lancet 2012 July 28;380(9839):358
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