martedì, 1 dicembre 2020
Medinews
28 Marzo 2011

EFFICACIA DI CITARABINA A DOSI INTERMEDIE NELLA LEUCEMIA MIELOIDE ACUTA

La terapia di induzione con citarabina a dose intermedia nella leucemia mieloide acuta (LMA) offre effetti paragonabili a quelli ottenuti con la terapia a dosi elevate, ma tossicità limitata. La citarabina (ara-C) è un farmaco importante per il trattamento della LMA, è attualmente utilizzata ad alte concentrazioni (2000 – 3000 mg/m2 di superficie corporea) che tuttavia danno origine a tossicità elevata, sebbene favoriscano alte percentuali di sopravvivenza libera da recidiva rispetto alla dose convenzionale di 100 – 400 mg/m2. Dosi intermedie del farmaco non sono mai state valutate. I ricercatori afferenti al Dutch-Belgian Cooperative Trial Group for Hemato-Oncology (HOVON) e al Swiss Group for Clinical Cancer Research (SAKK) Collaborative Group hanno valutato e comparato tra loro due regimi di induzione in pazienti tra 18 e 60 anni (età mediana 49) con nuova diagnosi di LMA. Il gruppo assegnato alla dose intermedia (431 pazienti) ha ricevuto terapia di induzione con citarabina 200 mg/m2 in infusione endovenosa continua per 24 ore durante il ciclo 1 e 1000 mg/m2 in infusione di 3 ore due volte al giorno al ciclo 2. Il gruppo assegnato a dosi elevate (429 pazienti) ha invece ricevuto un regime di incremento della dose a 1000 mg/m2 ogni 12 ore al ciclo 1 e 2000 mg/m2 due volte al giorno al ciclo 2. I pazienti con risposta completa non hanno ricevuto altra citarabina, ma terapia di consolidamento in un terzo ciclo di chemioterapia (mitoxantrone-etoposide) o sono stati sottoposti a trapianto autologo o allogenico di cellule staminali. Le percentuali di remissione completa, la sopravvivenza e gli effetti tossici sono stati valutati in ogni gruppo di trattamento. Ad un follow-up di 5 anni non sono state notate differenze tra il gruppo che ha ricevuto dosi intermedie o alte sia nelle percentuali di remissione completa (rispettivamente 80% vs 82%), che nella probabilità di recidiva, nella sopravvivenza libera da eventi a 5 anni (34% vs 35%) o globale (40% vs 42%). Citarabina in dosi elevate non ha mostrato alcun vantaggio in ogni sottogruppo prognostico, il trattamento ha però indotto un’incidenza più alta di effetti tossici di grado 3 e 4 (al ciclo 1), ospedalizzazione più lunga e ritardato recupero di neutrofili (al ciclo 2) e piastrine (al ciclo 2 e 3). Lo studio pubblicato sulla rivista New England Journal of Medicine (leggi abstract originale) indica quindi che la terapia di induzione con citarabina a dosi intermedie può ottenere risultati anti-leucemici massimali, suggerendo un possibile plateau nella relazione dose-risposta a dosi superiori a quella considerata. Infatti, dosi più elevate di citarabina inducono effetti tossici eccessivi, senza un ulteriore beneficio terapeutico.
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