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22 Aprile 2014

EFFICACIA DEGLI AGENTI BIOLOGICI SUL TUMORE MAMMARIO METASTATICO TRIPLO-NEGATIVO

L’associazione di agenti biologici alla chemioterapia non offre, nelle pazienti trattate, alcun miglioramento della sopravvivenza globale (OS), mentre la sopravvivenza libera da progressione (PFS) era migliore solo con bevacizumab e cetuximab. Il tumore mammario metastatico triplo-negativo rappresenta il 15% dei tumori invasivi della mammella; la prognosi è sfavorevole e non esiste terapia target specifica, anche se gli agenti biologici combinati alla chemioterapia possono dimostrare efficacia. Per valutare il ruolo degli agenti biologici sul tumore mammario metastatico triplo-negativo, ricercatori dell’Azienda Ospedaliera Fatebenefratelli e Oftalmico e dell’IRCCS Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri di Milano hanno condotto una revisione sistematica degli studi randomizzati controllati di fase III pubblicati tra gennaio 2006 e febbraio 2013 e di tutte le presentazioni ai congressi ESMO, ASCO e SABCS svolti negli anni 2010 – 2012, consultando anche PubMed e ClinicalTrials.gov. Sono stati considerati solo gli studi che avevano comparato agenti biologici e chemioterapia vs sola chemioterapia. Variabili statistiche rilevanti erano il logaritmo dell’hazard ratio e la varianza relativa di PFS e OS. Nello studio pubblicato sulla rivista Cancer Treatment Reviews (leggi abstract), da 353 pubblicazioni estratte da PubMed e 229 studi registrati in ClinicalTrials.gov sono stati selezionati 10 studi clinici e analizzate 5293 pazienti, di queste 1546 avevano tumore mammario metastatico triplo-negativo. Gli agenti biologici presi in esame erano: bevacizumab, sunitinib, sorafenib, lapatinib, iniparib e cetuximab. È stata, inoltre, condotta una meta-analisi dei 4 studi con bevacizumab, che ha evidenziato un miglioramento della PFS associato a una riduzione del rischio relativo del 35% (IC 95%: 25 – 43) e nessun effetto è stato invece osservato sulla OS. E ancora, nessun beneficio di PFS e OS è stato rilevato con gli altri agenti. In conclusione, nella meta-analisi dei dati raccolti non è emerso alcun miglioramento della sopravvivenza globale nelle pazienti trattate con agenti biologici e chemioterapia, mentre un miglioramento significativo della sopravvivenza libera da progressione è stato osservato solo per bevacizumab e cetuximab. L’impatto globale di questi agenti sulla sopravvivenza delle pazienti con tumore mammario metastatico triplo-negativo non era ampio quanto atteso, probabilmente perché le basi molecolari di questa malattia devono essere approfondite perché il trattamento possa essere personalizzato in modo appropriato.
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