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24 Maggio 2012

EFFICACIA COMPARATIVA DI INIBITORI VEGF-TK E mTOR IN TERAPIA DI SECONDA LINEA DOPO FALLIMENTO DI VEGF-TKI IN PRIMA LINEA

Ad un follow-up di circa 24 mesi i due trattamenti mostrano tassi di sopravvivenza libera da progressione e globale e controllo della malattia comparabili

La terapia sequenziale è una strategia standard utilizzata per superare le limitazioni del trattamento del carcinoma renale metastatico con agenti target. Rimane tuttavia ancora da chiarire se in seconda linea, dopo il fallimento di un inibitore tirosin-chinasico del fattore di crescita endoteliale vascolare (VEGF-TKI), sia più efficace un inibitore di mTOR (mammalian target of rapamycin) rispetto agli stessi agenti VEGF-TKI. Nello studio pubblicato sulla rivista Medical Oncology (leggi abstract originale) sono stati identificati dal database clinico dell’Asan Medical Center di Seul tutti i pazienti con carcinoma renale che avevano mostrato progressione della malattia dopo trattamento di prima linea con VEGF-TKI e che erano stati trattati in seconda linea con inibitori VEGF-TKI o di mTOR. Gli oncologi della University of Ulsan, College of Medicine, hanno determinato le caratteristiche mediche, la risposta radiologica e la sopravvivenza dei pazienti. Tra gli 83 pazienti eleggibili, 41 hanno ricevuto VEGF-TKI in seconda linea (16 sunitinib e 25 sorafenib) e 42 sono stati trattati con inibitori di mTOR (11 temsirolimus e 31 everolimus). Dopo un follow-up mediano di 23.9 mesi (IC 95%: 17.8 – 30.0), la sopravvivenza libera da progressione è risultata di 3.0 mesi in entrambe i gruppi (hazard ratio [HR] di VEGF-TKI vs inibitori di mTOR 0.97, IC 95%: 0.59 – 1.62; p = 0.92). La sopravvivenza globale era 10.6 mesi nel gruppo VEGF-TKI e 8.2 mesi con gli inibitori di mTOR (HR 0.98, IC 95%: 0.57 – 1.68; p = 0.94). I due gruppi non differivano significativamente in termini di tasso di controllo della malattia (51% per VEGF-TKI vs 59% per inibitori di mTOR; p = 0.75). Quindi, la terapia in seconda linea con VEGF-TKI sembra altrettanto efficace degli inibitori di mTOR e può essere considerata una valida opzione dopo fallimento di agenti anti-VEGF somministrati in prima linea.


Renal Cancer Newsgroup – Numero 4 – Maggio 2012
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