sabato, 5 dicembre 2020
Medinews
25 Luglio 2011

EFFETTO DI UNA PRECEDENTE CHEMIO-RADIOTERAPIA SUGLI ESITI DEL SECONDO CANCRO PRIMARIO A TESTA-COLLO

La chemioterapia (C) somministrata con la re-irradiazione (ReRT) del cancro a testa e collo può rappresentare un trattamento a lungo termine solo per un limitato gruppo di pazienti con secondo cancro primario, o in recidiva, a testa e collo. Un precedente trattamento di chemio-radioterapia (CRT) figura infatti tra i più importanti fattori prognostici di sopravvivenza da questo tumore. La CReRT dovrebbe essere, secondo gli autori, limitata solo a pazienti accuratamente selezionati per il rischio di grave tossicità associato. Per esaminare i potenziali fattori prognostici legati alla sopravvivenza, ricercatori della University of Texas, Southwestern Medical Center di Dallas, hanno condotto una revisione retrospettiva sugli esiti dei pazienti che avevano ricevuto CReRT per un secondo cancro primario (o in recidiva) a testa e collo. Questo studio di coorte ha interessato pazienti precedentemente irradiati che presentavano malattia non metastatica, selezionati da 9 protocolli consecutivi di fase 1 e 2 per cancro a testa e collo con prognosi sfavorevole. La re-irradiazione (ReRT) è stata somministrata con chemioterapia, contenente 5-fluorouracile, idrossiurea e un terzo agente. Nello studio pubblicato sulla rivista Cancer (leggi abstract originale) sono stati identificati 166 pazienti, che includevano 81 pazienti sottoposti a resezione chirurgica o ‘debulking’ prima dell’arruolamento. La dose mediana di ReRT era 66 gray. Dopo un follow-up mediano di 53 mesi nei pazienti sopravviventi, la sopravvivenza globale mediana è stata di 10.3 mesi. Le percentuali di sopravvivenza globale, sopravvivenza libera da malattia, controllo locoregionale e libertà da metastasi distanti a 2 anni erano rispettivamente del 24.8, 19.9, 50.7 e 61.4%. La tossicità legata al trattamento ha portato al decesso di 33 pazienti (19.9%). In analisi di sottogruppo, la sopravvivenza è significativamente diminuita nei pazienti che avevano ricevuto un precedente trattamento di CRT, rispetto a quelli naïve per la CRT (percentuale di sopravvivenza globale a 2 anni: 10.8% vs 28.4%; p = 0.0043). In analisi multivariata, una precedente CRT è stata indipendentemente associata alla sopravvivenza globale e alla chirurgia prima del protocollo di trattamento, alla ReRT a dose piena e all’intervallo della RT.
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