domenica, 3 luglio 2022
Medinews
7 Marzo 2012

EFFETTO DI SORAFENIB SULLA SINDROME IPERTENSIVA PORTALE NEI PAZIENTI CON CIRROSI E CARCINOMA EPATICO

Studio pilota austriaco enfatizza un potenziale aspetto positivo della terapia che necessita approfondimento in studi clinici controllati più ampi

Un’aumentata resistenza vascolare intraepatica e l’iperperfusione della circolazione splancnica sono i principali meccanismi che portano ad ipertensione portale nella cirrosi. Vari studi preclinici hanno indicato un effetto benefico dell’inibitore multichinasico sorafenib sulla sindrome da ipertensione portale e ricercatori della AKH & Medizinische Universität di Vienna hanno quindi investigato l’effetto di sorafenib sui seguenti parametri: gradiente epatico della pressione venosa, emodinamica sistemica ed espressione intraepatica di RNA messaggero (mRNA) di geni pro-angiogenici, pro-fibrogenici e pro-infiammatori. I pazienti con cirrosi o fibrosi e carcinoma epatico sono stati trattati con sorafenib (400 g bid). La misurazione del gradiente epatico di pressione venosa e la biopsia epatica transgiugulare sono state eseguite prima del trattamento (basale) e in 2^ settimana. Sono state valutate anche le modificazioni del gradiente epatico di pressione venosa e dell’espressione intraepatica di mRNA del fattore di crescita dell’endotelio vascolare (VEGF), del fattore di crescita derivato dalle piastrine (PDGF), di RhoA, del fattore di necrosi tumorale alfa (TNF-alfa) e del fattore di crescita placentare (PlGF). Nello studio pubblicato sulla rivista Alimentary Pharmacology and Therapy (leggi abstract originale) sono stati inclusi 13 pazienti (M/F = 12/1; classe Child-Pugh A/B = 10/3). L’eziologia più comune della patologia epatica era il consumo di alcool (n = 7), 11 pazienti presentavano pressione portale elevata, e tra questi 8 soffrivano di ipertensione portale clinicamente significativa. Inoltre, una riduzione significativa del gradiente epatico di pressione venosa (≥ 20% dal basale) è stata osservata in 4 pazienti. Nei ‘responder’, gli autori hanno registrato una ‘down-regulation’ di mRNA di VEGF, PDGF, PlGF, chinasi RhoA e TNF-alfa. Al contrario, nessuna sostanziale riduzione degli mRNA dei cinque geni analizzati è stata rilevata nei ‘non-responder’. In 2 dei 4 ‘responder’ la diminuzione di mRNA dei 5 geni studiati è stata drammatica (43 – 85%). Gli autori, in conclusione, auspicano lo svolgimento di studi clinici controllati più ampi per dimostrare il potenziale effetto benefico di sorafenib sull’ipertensione portale in pazienti cirrotici.


Liver Cancer Newsgroup – Numero 2 – Marzo 2012
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