domenica, 3 maggio 2026
Medinews
16 Aprile 2012

EFFETTO DI SORAFENIB SULLA SINDROME IPERTENSIVA PORTALE IN PAZIENTI CON CIRROSI E CARCINOMA EPATICO

Studio pilota austriaco enfatizza un potenziale aspetto positivo della terapia che richiede approfondimento in studi clinici controllati più ampi. Un’aumentata resistenza vascolare intraepatica e l’iperperfusione della circolazione splancnica sono i principali meccanismi che portano ad ipertensione portale nella cirrosi. Vari studi preclinici hanno indicato un effetto benefico dell’inibitore multichinasico sorafenib sulla sindrome da ipertensione portale e ricercatori della AKH & Medizinische Universität di Vienna hanno quindi investigato l’effetto di sorafenib sui seguenti parametri: gradiente epatico della pressione venosa, emodinamica sistemica ed espressione intraepatica di RNA messaggero (mRNA) di geni pro-angiogenici, pro-fibrogenici e pro-infiammatori. I pazienti con cirrosi o fibrosi e epatocarcinoma sono stati trattati con sorafenib (400 g bid). La misurazione del gradiente epatico di pressione venosa e la biopsia epatica transgiugulare sono state eseguite prima del trattamento (basale) e in 2^ settimana. Sono state valutate anche le modificazioni del gradiente epatico di pressione venosa e dell’espressione intraepatica di mRNA del fattore di crescita dell’endotelio vascolare (VEGF), del fattore di crescita derivato dalle piastrine (PDGF), di RhoA, del fattore di necrosi tumorale alfa (TNF-alfa) e del fattore di crescita placentare (PlGF). Nello studio pubblicato sulla rivista Alimentary Pharmacology and Therapy (leggi abstract originale) sono stati inclusi 13 pazienti (M/F = 12/1; classe Child-Pugh A/B = 10/3). L’eziologia più comune della patologia epatica era il consumo di alcool (n = 7), 11 pazienti presentavano pressione portale elevata, e tra questi 8 soffrivano di ipertensione portale clinicamente significativa. Inoltre, una riduzione significativa del gradiente epatico di pressione venosa (≥ 20% dal basale) è stata osservata in 4 pazienti. Nei ‘responder’, gli autori hanno registrato una riduzione dello mRNA di VEGF, PDGF, PlGF, chinasi RhoA e TNF-alfa. Al contrario, nessuna sostanziale riduzione degli mRNA dei cinque geni analizzati è stata rilevata nei ‘non-responder’. In 2 dei 4 ‘responder’ la diminuzione di mRNA dei 5 geni studiati è stata drammatica (43 – 85%). Gli autori, in conclusione, auspicano lo svolgimento di studi clinici controllati più ampi per dimostrare il potenziale effetto benefico di sorafenib sull’ipertensione portale in pazienti cirrotici.
TORNA INDIETRO
Panoramica privacy
Medinews

Questo sito utilizza i cookies per migliorare la tua esperienza di navigazione sul sito. Di questi, i cookies che sono categorizzati come necessari sono memorizzati nel tuo browser come essenziali per il funzionamento delle funzionalità di base del sito. Usiamo inoltre cookies di terze parti che possono aiutarci ad analizzare e capire capire come usi il sito. Questi cookies saranno memorizzati nel tuo browser solo con il tuo consenso. Inoltre hai anche dei cookies opzionali. Ma la disattivazione di questi cookies potrebbe avere effetti sulla tua esperienza di navigazione.

Per saperne di più sulla nostra cookie policy clicca qui: Privacy & Cookie

Cookie strettamente necessari

I cookies necessari sono indispensabili per le funzionalità del sito. Questa categoria include solo i cookies per le funzionalità di base e sulla sicurezza del sito. Questi cookies non memorizzano nessun dato personale.

Se disabiliti questo cookie, non saremo in grado di salvare le tue preferenze. Ciò significa che ogni volta che visiti questo sito web dovrai abilitare o disabilitare nuovamente i cookie.

Cookie di terze parti

Qualsiasi cookies non necessario alle funzionalità del sito, vengono usati per memorizzare dati personali via analytics, pubblicità e altri.