Medinews
15 Dicembre 2014

EFFETTO DI CAPECITABINA O FLUOROURACILE ADIUVANTE, CON O SENZA OXALIPLATINO, SUGLI ‘OUTCOME’ DI SOPRAVVIVENZA DEL TUMORE DEL COLON IN STADIO III ED EFFETTO DI OXALIPLATINO SULLA SOPRAVVIVENZA DOPO RECIDIVA: ANALISI COMBINATA DEI DATI INDIVIDUALI DI PAZIENTI DA QUATTRO STUDI RANDOMIZZATI, CONTROLLATI

La terapia di combinazione con oxaliplatino offrirebbe ‘outcome’ costantemente migliori senza alterare negativamente la sopravvivenza dopo recidiva nel trattamento adiuvante del tumore del colon in stadio III, indipendentemente dalla componente fluoropirimidinica (capecitabina o 5-fluorouracile e leucovorina). La terapia adiuvante contenente oxaliplatino è lo standard di cura per il tumore del colon in stadio III. Capecitabina adiuvante, con o senza oxaliplatino, rispetto a fluorouracile e leucovorina, con o senza oxaliplatino, non sono mai state confrontate direttamente, quindi, i ricercatori della Martin Luther University di Halle e St James’s University Hospital di Leeds, in collaborazione con colleghi statunitensi afferenti al National Surgical Adjuvant Breast and Bowel Project (NSABP), hanno analizzato l’efficacia e la sicurezza di questi trattamenti utilizzando dati individuali di pazienti inclusi in quattro studi clinici randomizzati, controllati. Hanno anche valutato la sopravvivenza dopo recidiva, che è stata ipotizzata peggiore nei pazienti che ricevevano oxaliplatino adiuvante. I dati di pazienti sottoposti a resezione del tumore del colon in stadio III, di almeno 18 anni, con performance status ECOG (Eastern Cooperative Oncology Group) 0 o 1, inclusi in quattro studi randomizzati, controllati (NSABP C-08, XELOXA, X-ACT e AVANT per un totale di 8735 pazienti) sono stati estratti e analizzati. I regimi di trattamento inclusi nell’analisi erano: XELOX (oxaliplatino e capecitabina), leucovorina e fluorouracile, capecitabina, FOLFOX-4 (leucovorina, fluorouracile e oxaliplatino) e FOLFOX-6 modificato (mFOLFOX-6). La sopravvivenza libera da malattia era l’endpoint primario in tutti gli studi clinici considerati in questa analisi. In questo studio, pubblicato sulla rivista The Lancet Oncology (leggi abstract), gli autori hanno comparato la sopravvivenza libera da malattia, la sopravvivenza libera da recidiva e la sopravvivenza globale tra i gruppi di pazienti che avevano ricevuto capecitabina, con o senza oxaliplatino, e quelli che avevano ricevuto fluorouracile e leucovorina, con o senza oxaliplatino. La sopravvivenza dopo recidiva è stata comparata tra i gruppi combinati di XELOX e FOLFOX e i gruppi trattati con fluorouracile e leucovorina; la stessa è stata anche comparata tra i gruppi trattati con capecitabina, con o senza oxaliplatino, e fluorouracile e leucovorina, con o senza oxaliplatino. La sopravvivenza libera da malattia non differiva significativamente nei pazienti che avevano ricevuto fluorouracile e leucovorina vs quelli trattati con capecitabina, sia in analisi aggiustate (hazard ratio [HR] 1.02, IC 95%: 0.93 – 1.11; p = 0.72) che non aggiustate (HR 1.01, IC 95%: 0.92 – 1.10; p = 0.86). La sopravvivenza libera da recidiva era simile in entrambe le analisi (HR aggiustato 1.02, IC 95%: 0.93 – 1.12; p = 0.72 e HR non aggiustato 1.01, IC 95%: 0.92 – 1.11; p = 0.86) e così anche la sopravvivenza globale (HR aggiustato 1.04, IC 95%: 0.93 – 1.15; p = 0.50 e HR non aggiustato 1.02, IC 95%: 0.92 – 1.14; p = 0.65). Per quanto riguarda la sopravvivenza globale, è stata evidenziata un’interazione significativa tra oxaliplatino e fluoropirimidina nell’analisi di regressione multivariata di Cox (p = 0.014). Nella comparazione tra XELOX o FOLFOX vs fluorouracile e leucovorina, la sopravvivenza dopo recidiva era simile in analisi aggiustata (p = 0.23) e non aggiustata (p = 0.33) e lo era anche con regimi contenenti capecitabina vs regimi contenenti fluorouracile e leucovorina (analisi non aggiustata p = 0.26). In conclusione, la terapia di combinazione con oxaliplatino ha offerto consistentemente migliori ‘outcome’ senza influenzare negativamente la sopravvivenza dopo recidiva nel trattamento adiuvante del tumore del colon in stadio III, indipendentemente dal tipo di fluoropirimidina, capecitabina o 5-fluorouracile e leucovorina. Questi dati si aggiungono all’evidenza già esistente che la combinazione di oxaliplatino con capecitabina o fluorouracile e leucovorina rappresenta lo standard di cura per il trattamento adiuvante del tumore del colon in stadio III e offre flessibilità ai clinici per trattare i pazienti secondo la loro performance fisica e preferenza globale.
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