Medinews
9 Giugno 2014

EFFETTO DELLE VARIABILI RELATIVE A OSPITE, TUMORE, DIAGNOSI E TRATTAMENTO, SUGLI ‘OUTCOME’ IN UN’AMPIA COORTE DI PAZIENTI CON CARCINOMA A CELLULE DI MERKEL

Localizzazione ed estensione del tumore, risultati della valutazione patologica dei linfonodi e uso della radioterapia sarebbero associati a recidiva del carcinoma a cellule di Merkel; immunosoppressione, estensione del tumore e risultati della valutazione patologica dei linfonodi sarebbero associati alla sopravvivenza specifica, ma nessuna associazione agli ‘outcome’ è stata evidenziata per la chemioterapia. Il carcinoma a cellule di Merkel è un tumore della pelle, raro ed aggressivo, di derivazione neuroendocrina, con elevati tassi di recidiva e mortalità associata. Pochi studi hanno tuttavia utilizzato i dati globali dei pazienti e del follow-up a lungo termine per esaminare i fattori che predicono gli ‘outcome’ del carcinoma a cellule di Merkel. Per caratterizzare il carcinoma a cellule di Merkel in un’ampia coorte ben definita e analizzare i fattori predittivi di recidiva e sopravvivenza, ricercatori statunitensi hanno condotto uno studio retrospettivo di coorte su 218 pazienti con carcinoma a cellule di Merkel inclusi nel registro del Kaiser Permanente Northern California di Oakland, un ampio sistema integrato di assistenza sanitaria. I pazienti dopo la diagnosi di carcinoma a cellule di Merkel sono stati seguiti dal 1 gennaio 1995 al 31 dicembre 2009 per esaminare le variabili relative all’ospite (età, sesso, razza e immunosoppressione), al tumore (localizzazione anatomica, dimensioni ed estensione), alla diagnosi (risultati degli esami con tecniche d’immagine e valutazione patologica dei linfonodi) e al trattamento (chirurgia, radioterapia e chemioterapia) associate agli ‘outcome’ del carcinoma a cellule di Merkel. Nello studio, pubblicato sulla rivista JAMA Dermatology (leggi abstract), sono stati misurati la recidiva (locoregionale e a distanza) del carcinoma a cellule di Merkel e la sopravvivenza dei pazienti (globale e specifica per il tumore). I ricercatori statunitensi hanno stimato gli hazard ratio aggiustati (AHR), e intervalli di confidenza (IC) al 95%, degli ‘outcome’ utilizzando modelli di regressione del rischio proporzionale di Cox. Dopo aggiustamento per le variabili relative a ospite, tumore, diagnosi e trattamento, l’estensione del tumore (classificata in locale, regionale e a distanza) è rimasta significativamente associata a tutti gli ‘outcome’. L’immunosoppressione è stata associata a più elevata mortalità specifica per il carcinoma a cellule di Merkel (AHR 4.9, IC 95%: 1.7 – 14.4) e un sito primario sconosciuto è stato associato a più basso rischio di metastasi a distanza (AHR 0.1, IC 95%: 0.0 – 0.7) e a migliore sopravvivenza (AHR 0.4, IC 95%: 0.2 – 0.9). La valutazione patologica dei linfonodi è stata associata a un più basso rischio di metastasi (AHR 0.2, IC 95%: 0.0 – 1.0) e a migliore sopravvivenza. La radioterapia è stata associata a un ridotto rischio di recidiva locoregionale (AHR 0.3, IC 95%: 0.1 – 0.6), mentre la chemioterapia non è stata associata ad alcuna alterazione degli ‘outcome’. In conclusione, localizzazione ed estensione del tumore, esiti della valutazione patologica dei linfonodi e utilizzo di radioterapia sono stati associati a recidiva del tumore; immunosoppressione, estensione del tumore e risultati della valutazione patologica dei linfonodi sono stati associati alla sopravvivenza specifica, mentre la chemioterapia non ha mostrato alcuna associazione con gli ‘outcome’. Gli autori suggeriscono che questi risultati potranno aiutare nella gestione diagnostica e terapeutica del carcinoma a cellule di Merkel.
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