sabato, 4 febbraio 2023
Medinews
12 Ottobre 2010

EFFETTO DELLA SOSPENSIONE DI IMATINIB IN PAZIENTI CON GIST AVANZATO

L’interruzione nei “responders” della terapia con imatinib dopo 3 anni porta ad una rapida progressione della malattia in pazienti con tumori stromali gastrointestinali (GIST) in stadio avanzato. La sospensione del trattamento, quindi, non è raccomandata se non al di fuori di studi clinici, a meno che i pazienti stessi non manifestino effetti tossici significativi. Ricercatori afferenti al Gruppo Francese sul Sarcoma hanno valutato gli effetti della sospensione di imatinib sulla sopravvivenza libera da progressione e globale in “responders” di lunga data con GIST avanzati, valutati con i criteri RECIST e che presentavano malattia non progressiva, dopo 3 anni di terapia con imatinib. Nello studio aperto, multicentrico nazionale, di fase 3, condotto in Francia, i pazienti con GIST senza progressione dopo 3 anni di terapia con imatinib (400 mg/die) sono stati randomizzati a continuare o interrompere il farmaco. L’assegnazione del trattamento è stata fatta centralmente e indipendentemente da altre procedure dello studio, in blocchi generati al computer di 2 o 4 pazienti stratificati per centro partecipante e per presenza/assenza di malattia residua osservata alla TAC. L’endpoint primario era la sopravvivenza libera da progressione. Un’analisi ad interim è stata pianificata dopo i primi 50 pazienti arruolati. Nello studio, pubblicato in The Lancet Oncology (leggi abstract orignale), l’analisi è stata condotta secondo ‘intention-to-treat’, dove tutti i pazienti randomizzati sono stati inclusi. Nel periodo 27 maggio 2002 – 5 maggio 2009, sono stati arruolati 434 pazienti. Tra il 13 giugno 2005 e il 30 maggio 2007, sono stati randomizzati 50 pazienti con malattia non progressiva che avevano ricevuto per 3 anni imatinib (25 pazienti per ogni gruppo). Entro il 7 dicembre 2009, dopo un periodo mediano di follow-up di 35 mesi (IC 95%: 33 – 38), la sopravvivenza libera da progressione a 2 anni è stata dell’80% (IC 95%: 58 – 91) nel gruppo assegnato a continuazione della terapia e del 16% (IC 95%: 5 – 33) in quello dei pazienti che hanno interrotto la somministrazione di imatinib (p < 0.0001). Non è stata osservata differenza significativa negli eventi avversi di grado 3 o più elevato (edema e astenia) tra i due gruppi.
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