domenica, 24 ottobre 2021
Medinews
14 Ottobre 2014

EFFETTO DELLA PET PRIMA DELLA RESEZIONE EPATICA SULLA GESTIONE CHIRURGICA DELLE METASTASI DI ADENOCARCINOMA DEL COLON-RETTO: STUDIO CLINICO RANDOMIZZATO

Nei pazienti con metastasi epatiche potenzialmente resecabili di adenocarcinoma del colon-retto, l’uso della tomografia a emissione di positroni combinata alla tomografia computerizzata (PET-CT) non produce cambiamenti del trattamento chirurgico, rispetto alla sola CT. I pazienti con tumore del colon-retto e metastasi al fegato sono normalmente sottoposti a resezione epatica con intento curativo; la PET-CT potrebbe aiutare a evitare interventi di chirurgia non-curativa identificando i pazienti con metastasi occulte. Per determinare l’effetto della PET-CT pre-operatoria vs nessuna PET-CT (controllo) sulla gestione chirurgica dei pazienti con metastasi operabili e per esaminare l’effetto della PET-CT sulla sopravvivenza e l’associazione tra valore standardizzato di ‘uptake’ (quoziente tra radioattività tessutale e radioattività iniettata, aggiustata per il peso del paziente) e sopravvivenza, ricercatori canadesi hanno condotto, tra il 2005 e il 2013, uno studio clinico randomizzato in pazienti maggiorenni (età > 18 anni) con tumore del colon-retto, trattati chirurgicamente, che presentavano metastasi operabili osservate alla scansione CT di torace, addome e pelvi nei 30 giorni precedenti e colonscopia negativa entro i precedenti 18 mesi, che ha coinvolto 21 chirurghi in 9 ospedali dello stato dell’Ontario in Canada; le scansioni PET-CT sono state eseguite presso 5 istituti universitari. I pazienti sono stati randomizzati (2:1) a PET-CT vs controllo. ‘Outcome’ primario, valutato nello studio pubblicato sulla rivista Journal of the American Medical Association (leggi abstract), era una diversa decisione di trattamento chirurgico, definita come cancellazione della chirurgia epatica, chirurgia epatica più estesa o ulteriore chirurgia d’organo, basata sull’esame PET-CT; ‘outcome’ secondario era la sopravvivenza. Dei 263 pazienti sottoposti a PET-CT, 21 hanno ricevuto una diversa indicazione di trattamento chirurgico (8.0%, IC 95%: 5.0 – 11.9). In particolare, 7 pazienti (2.7%) non sono stati sottoposti a laparotomia, 4 (1.5%) hanno subito una procedura chirurgica epatica più estesa, 9 (3.4%) sono stati sottoposti a ulteriore chirurgia d’organo (8 dei quali con resezione epatica) e la cavità addominale è stata aperta e richiusa in un paziente, senza chirurgia epatica. La resezione epatica è stata eseguita nel 91% dei pazienti inclusi nel gruppo randomizzato alla PET-CT e nel 92% di quelli inclusi nel gruppo di controllo. Dopo un follow-up mediano di 36 mesi, la stima del tasso di mortalità era pari a 11.13 eventi ogni 1000 persone-mese (IC 95%: 8.95 – 13.68), nel gruppo PET-CT, e a 12.71 eventi ogni 1000 persone-mese (IC 95%: 9.40 – 16.80), in quello di controllo. La sopravvivenza non è risultata differente tra i due gruppi (hazard ratio 0.86, IC 95%: 0.60 – 1.21; p = 0.38) e il valore standardizzato di ‘uptake’ è stato associato alla sopravvivenza (hazard ratio 1.11, IC 90%: 1.07 – 1.15, per ogni incremento unitario; p < 0.001). La statistica C per il modello che includeva il valore standardizzato di ‘uptake’ è risultata 0.62 (IC 95%: 0.56 – 0.68) ed era 0.50 (IC 95%: 0.44 – 0.56) senza inclusione di questo valore: la differenza nella statistica C era dunque pari a 0.12 (IC 95%: 0.04 – 0.21). Il basso valore di statistica C suggerisce che il valore standard di ‘uptake’ non possa essere considerato un potente fattore predittivo di sopravvivenza globale. In conclusione, nei pazienti con metastasi epatiche potenzialmente resecabili di adenocarcinoma del colon-retto, l’uso della PET-CT, rispetto alla sola CT, non porta a un frequente cambiamento del trattamento chirurgico. Questi risultati pongono quindi dubbi circa il valore delle scansioni PET-CT in questo ambito.
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