martedì, 24 novembre 2020
Medinews
22 Aprile 2009

EFFETTO DEGLI INIBITORI DI VEGF SULLA DIFFERENZIAZIONE DELLE CELLULE DENDRITICHE

VEGF e surnatante di colture cellulari di carcinoma renale possono inibire la differenziazione dei monociti a cellule dendritiche. Solo sorafenib e bevacizumab, non sunitinib, possono contrastare questo effetto

Il fattore di crescita dell’endotelio vascolare (VEGF) inibisce la differenziazione e la maturazione delle cellule dendritiche, suggerendo un potenziale ruolo immunodepressivo per questo fattore pro-angiogenico. Bevacizumab, sorafenib e sunitinib contrastano l’angiogenesi regolata da VEGF e sono attivi contro diversi tipi di cancro, ma i loro effetti sul sistema immunitario sono ancora poco conosciuti. In questo studio, pubblicato nella rivista British Journal of Cancer (leggi abstract originale), VEGF e il surnatante di linee cellulari ipossiche di carcinoma renale in coltura possono interferire con la differenziazione dei monociti umani in cellule dendritiche. Le cellule che ne derivano mostrano alterata attività, evidenziata da un effetto alloreattivo comune ai linfociti T. Solo bevacizumab e sorafenib, non sunitinib, hanno mostrato contrastare gli effetti inibitori di VEGF, ma non quelli mediati dal surnatante di colture cellulari tumorali. Le cellule dendritiche sviluppate in presenza di VEGF hanno espresso in minor misura l’antigene umano leucocitario DR (HLA-DR) e CD86. Tale effetto è stato contrastato anche questa volta da bevacizumab e sorafenib. Il surnatante di colture cellulari tumorali ha ridotto anche la produzione di interleuchina 12 (IL-12) da parte delle cellule dendritiche mature e questa inibizione non è stata contrastata dai farmaci testati, aggiunti alle colture sia come singoli agenti che in combinazione. Si è osservato che gli effetti deleteri del surnatante di colture cellulari tumorali erano mediati principalmente da molecole termostabili, diverse da VEGF. Gli autori pensano che l’inibizione della differenziazione dei monociti a cellule dendritiche sia un evento multifattoriale e supportano lo sviluppo di combinazioni di inibitori dell’angiogenesi con modulatori immunologici.


Renal Cancer Newsgroup – Numero 4 – Aprile 2009
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