sabato, 4 febbraio 2023
Medinews
9 Novembre 2010

EFFETTI DELLA SOSPENSIONE DELLA TERAPIA TARGET NEL CARCINOMA RENALE METASTATICO SENZA PROGRESSIONE

Due terzi dei pazienti sviluppa recidiva, ma la ripresa del trattamento è efficace nella quasi totalità dei casi. Non si conoscevano gli effetti della sospensione e della nuova somministrazione di agenti target dopo recidiva nei pazienti con carcinoma renale metastatico, nei quali era stata ottenuta risposta completa (RC) con sola terapia target o nessuna evidenza di malattia (NED) dopo resezione delle metastasi residue. I pazienti, ai quali era stata sospesa la somministrazione della terapia target dopo RC o NED, dopo metastectomia, sono stati inclusi in un’analisi retrospettiva. I criteri prognostici valutati sono stati il tempo di sospensione della terapia target, la recidiva delle metastasi e la risposta alla nuova somministrazione della terapia target. L’analisi univariata e multivariata sono state condotte per identificare le variabili potenzialmente predittive degli esiti prognostici. La terapia target è stata interrotta in 36 pazienti che hanno ottenuto RC o NED durante terapia target con sunitinib (22), sorafenib (11), bevacizumab/interferone (2) e temsirolimus (1). La recidiva è stata osservata in 24 pazienti (66.7%), ma la riesposizione alla terapia target è stata efficace nell’86.9% dei casi. Dodici pazienti (33.3%) non hanno manifestato recidiva ad un follow-up mediano di 12 mesi (range: 3 – 31). Il tempo mediano di interruzione della terapia target è stato di 7 mesi (range: 1 – 31). Nello studio pubblicato negli Annals of Oncology (leggi abstract originale) i fattori che correlavano con gli esiti non sono stati identificati. In sintesi, nella maggioranza dei casi di carcinoma renale metastatico con RC o NED alla sospensione della terapia target è seguita la comparsa di recidiva, ma la riesposizione al farmaco è risultata efficace nella quasi totalità dei pazienti.
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