martedì, 1 dicembre 2020
Medinews
20 Dicembre 2010

EFFETTI DEL FUMO PASSIVO A LIVELLO MONDIALE: ANALISI SU 192 PAESI

Ricercatori dell’Istituto di medicina ambientale del Karolinska Institute di Stoccolma hanno eseguito una stima dell’impatto a livello mondiale di malattia attribuibile agli effetti del fumo passivo, suggerendo un’espansione della salute pubblica e di interventi clinici atti a ridurre il fumo passivo nel mondo per ottenere evidenti cambiamenti in questo ambito. L’esposizione al fumo passivo è diffusa e riconosciuta in molti Paesi ma l’estensione del problema a livello mondiale è solo parzialmente descritta. Gli autori dello studio pubblicato nella rivista The Lancet (leggi abstract originale) hanno eseguito una stima dell’esposizione mondiale al fumo passivo e dell’impatto della malattia che ne consegue in bambini e adulti nel 2004. L’impatto della malattia causata dal fumo passivo è stato stimato in termini di decesso o anni di vita per malattia (DALY) persi in bambini e adulti non fumatori. I calcoli sono stati fatti sulle stime del rischio relativo specifico per la malattia e sulle stime area-specifiche della percentuale di persone esposte al fumo passivo, con metodi comparativi di valutazione del rischio e utilizzo dei dati da 192 Paesi nell’anno di riferimento (2004). Nel mondo, il 40% dei bambini, il 33% degli uomini e il 35% delle donne (non fumatori) sono stati esposti a fumo passivo nel 2004. Tale esposizione è stata stimata essere causa di morte di 379000 persone per malattia ischemica cardiaca, 165000 per infezioni del basso tratto respiratorio, 36900 per asma e 21400 per cancro al polmone. Quindi 603000 decessi sono attribuibili alle conseguenze del fumo passivo nel 2004, valore che corrisponde a circa l’1% della mortalità mondiale. Il 47% dei decessi per il fumo passivo ha interessato le donne, il 28% i bambini e il 26% gli uomini. I DALY persi per esposizione al fumo passivo sono stati 10.9 milioni, corrispondenti a circa lo 0.7% dell’impatto totale mondiale di malattia, espresso in DALY, nel 2004. L’impatto maggiore ha riguardato le infezioni del basso tratto respiratorio in bambini di età inferiore a 5 anni (5 milioni e 939000), la malattia ischemica cardiaca negli adulti (2 milioni e 836000) e infine l’asma in adulti (1 milione e 246000) e bambini (651000). La ricerca è stata finanziata dal Swedish National Board of Health e dal Welfare and Bloomberg Philanthropies.
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