mercoledì, 14 aprile 2021
Medinews
4 Febbraio 2014

EFFETTI COLLATERALI OCULARI DI AGENTI BIOLOGICI UTILIZZATI IN TERAPIA ONCOLOGICA: COSA DOVREBBE SAPERE IL CLINICO?

Negli ultimi 20 anni, gli agenti biologici sono diventati sempre più importanti in terapia oncologica. Essi agiscono sulla crescita e sopravvivenza delle cellule tumorali, lasciando quasi inalterati gli altri tessuti del corpo. I farmaci biologici sono indicati anche con i termini: terapia target, modificatori della risposta biologica o immunoterapia. Varie sono anche le ipotesi di interazione con le cellule tumorali: possono agire sul segnale intracellulare attraverso il legame con recettori di membrana o inibire specifiche proteine intracellulari tumore-specifiche e influenzare la crescita dei vasi che irrorano il tumore o stimolare il sistema immunitario in modo da renderlo più suscettibile agli antigeni delle cellule tumorali. Da questo approccio, ci si aspetterebbero effetti collaterali minimi rispetto alla terapia citotossica tradizionale. D’altra parte, però, l’occhio è un organo che combina il sistema neurale con i vasi, i muscoli e la pelle, che possono dunque essere alterati dalle terapie target. Lo stesso sistema oculare possiede anche caratteristiche recettore-specifiche diverse che non si manifestano in altre parti del corpo. Negli Stati Uniti, il National Cancer Institute ha sviluppato un sistema di controllo multidisciplinare delle reazioni avverse da farmaci per identificarle e classificarle secondo la loro severità. Sebbene gli effetti collaterali all’occhio possano manifestarsi in circa il 70% dei pazienti con cancro, sono ancora limitate le relazioni sugli effetti collaterali delle terapie target a livello oculare e le caratteristiche fisiopatologiche del loro sviluppo sono tuttora poco conosciute. Ad oggi, solo tre studi hanno specificamente studiato gli effetti collaterali all’occhio degli agenti biologici. In questo studio, pubblicato sulla rivista OncoTargets and Therapy (leggi testo), i ricercatori della Universitätsklinikum des Saarlandes di Homburg hanno cercato di associare uno specifico profilo di effetti collaterali a un gruppo di farmaci biologici. Hanno quindi cercato di evidenziare tutti gli effetti collaterali rilevanti conducendo una ricerca sui database di Medline, Cochrane Library e sulla sezione farmaci della US Food and Drug Administration (FDA), utilizzando le seguenti stringhe: “nome dell’agente biologico (sia generico che commerciale)” AND “eye” OR “ocular”. Dopo aver evidenziato un effetto collaterale associato a un dato farmaco, hanno condotto una nuova ricerca sul database di Medline utilizzato la seguente stringa: “nome dell’agente biologico (sia generico che commerciale)” AND “termine dello specifico effetto collaterale”. Per la numerosità dei risultati, i ricercatori hanno descritto solo i farmaci approvati dalla FDA. Nello studio sono riportati gli effetti collaterali a livello oculare degli inibitori del recettore per il fattore di crescita epidermico (EGFR) e degli inibitori del recettore per il fattore di crescita vascolare endoteliale (VEGF/VEGFR), oltre a quelli osservati con crizotinib, imatinib, vandetanib, ipilimumab, anticorpi anti-ganglioside GD2, tamoxifene e interferoni. Nelle conclusioni, gli autori suggeriscono sia all’oncologo che all’oculista di vigilare sui possibili effetti collaterali delle terapie biologiche, che si manifestano in circa il 70% dei pazienti, per capire se gli eventi siano imputabili a un effetto collaterale del singolo farmaco o a quello di due o più terapie concomitanti o se l’effetto oculare si sviluppi solo con l’utilizzo della combinazione di farmaci che agiscono sulle stesse vie del segnale intracellulare. Notando che al momento non è indicato un protocollo di screening oftalmico profilattico, gli autori consigliano una semplice visita oculistica prima di iniziare la terapia e raccomandano la somministrazione preventiva di lacrime artificiali nei pazienti trattati con inibitori EGFR e la vigilanza di entrambi gli specialisti, facendo notare che è spesso sufficiente una riduzione della dose di biologico, mentre la sua sospensione è raramente necessaria dato che gli effetti collaterali all’occhio sono in genere reversibili.
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