sabato, 4 febbraio 2023
Medinews
9 Novembre 2010

EFFETTI A LUNGO TERMINE DI BASSE DOSI DI ASPIRINA SU MORTALITÀ E INCIDENZA DEL CANCRO COLORETTALE

L’aspirina assunta per molti anni ad una dose minima giornaliera di 75 mg riduce l’incidenza e la mortalità del cancro colorettale nel lungo termine. Il beneficio è superiore per i tumori al colon prossimale, che non possono essere prevenuti efficacemente con lo screening (sigmoidoscopia o colonscopia). Se da un lato si conoscono gli effetti della somministrazione di aspirina ad alte dosi (≥ 500 mg al giorno), che sono state osservate ridurre l’incidenza di cancro colorettale nel lungo termine, d’altra parte gli effetti avversi del farmaco possono limitarne il potenziale nella prevenzione a lungo termine. L’efficacia di basse dosi di aspirina (75 – 300 mg al giorno) nel lungo termine non era ancora conosciuta. Neurologi clinici dell’Università di Oxford in Gran Bretagna hanno valutato gli effetti dell’aspirina sull’incidenza e la mortalità per cancro colorettale in relazione alla dose e alla durata del trattamento e alla localizzazione del tumore. A questo scopo, hanno seguito quattro studi clinici randomizzati riguardanti aspirina vs controllo in prevenzione primaria (Thrombosis Prevention Trial e British Doctors Aspirin Trial) e secondaria (Swedish Aspirin Low Dose Trial e UK-TIA Aspirin Trial) degli eventi vascolari e uno studio che analizzava dosi diverse di aspirina (Dutch TIA Aspirin Trial). Gli stessi ricercatori hanno valutato gli effetti dell’aspirina sul rischio di cancro colorettale in oltre 20 anni, durante o dopo la conclusione degli studi, analizzando i dati raccolti dei pazienti individuali. Nei quattro studi su aspirina vs controllo (durata media del trattamento 6.0 anni), 391 pazienti dei 14033 (2.8%) hanno sviluppato cancro colorettale durante un follow-up mediano di 18.3 anni. L’allocazione all’aspirina ha ridotto il rischio di cancro al colon a 20 anni (hazard ratio [HR] di incidenza 0.76, IC: 0.60 – 0.96; p = 0.02; HR di mortalità 0.65, IC: 0.48 – 0.88; p = 0.005), ma non di cancro rettale (HR incidenza 0.90, IC: 0.63 – 1.30; p = 0.58; HR mortalità 0.80, IC: 0.50 – 1.28; p = 0.35). Nei casi in cui erano disponibili i dati di localizzazione, l’aspirina ha mostrato ridurre il rischio di cancro al colon prossimale (HR incidenza 0.45, IC: 0.28 – 0.74; p = 0.001; HR mortalità 0.34, IC: 0.18 – 0.66; p = 0.001), ma non al colon distale (HR incidenza 1.10, IC: 0.73 – 1.64; p = 0.66; HR mortalità 1.21, IC: 0.66 – 2.24; p = 0.54; per differenza di incidenza p = 0.04; per differenza di mortalità p = 0.01). Nello studio pubblicato in The Lancet (leggi abstract originale), il beneficio è aumentato con la durata del trattamento, cioè un’allocazione all’aspirina per 5 anni o più ha ridotto il rischio di cancro al colon prossimale di circa il 70% (HR incidenza 0.35, IC: 0.20 – 0.63; HR mortalità 0.24, IC: 0.11 – 0.52; entrambi p < 0.0001) e anche il rischio di cancro al retto (HR incidenza 0.58, IC: 0.36 – 0.92; p = 0.02; HR mortalità 0.47, IC: 0.26- 0.87; p = 0.01). Non è stato osservato alcun incremento del beneficio con dosi di aspirina superiori a 75 mg al giorno, cioè una riduzione assoluta del 1.76% (IC: 0.61 – 2.91; p = 0.001) del rischio a 20 anni per ogni caso di cancro colorettale fatale dopo 5 anni di trattamento con dosi di 75 – 300 mg al giorno. Tuttavia, il Dutch TIA trial ha evidenziato un rischio di cancro fatale al colon-retto più alto con dosi di 30 mg, rispetto a 283 mg, al giorno nel follow-up a lungo termine (odds ratio 2.02, IC: 0.70 – 6.05; p = 0.15).
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