domenica, 3 maggio 2026
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17 Febbraio 2017

Effect of a Scalp Cooling Device on Alopecia in Women Undergoing Chemotherapy for Breast Cancer: The SCALP Randomized Clinical Trial

Chemotherapy may induce alopecia. Although scalp cooling devices have been used to prevent this alopecia, efficacy has not been assessed in a randomized clinical trial. To assess whether a scalp cooling device is effective at reducing chemotherapy-induced alopecia and to assess adverse treatment effects. Multicenter randomized clinical trial of women with breast cancer undergoing chemotherapy. Patients were enrolled from December 9, 2013, to September 30, 2016. One … (leggi tutto)

L’alopecia indotta da chemioterapia influenza negativamente la qualità della vita e il benessere psicofisico e sociale delle pazienti affette da carcinoma della mammella e spesso rappresenta uno dei principali ostacoli nell’accettare la proposta di un trattamento citotossico. I sistemi di raffreddamento del cuoio capelluto rappresentano strumenti potenzialmente utili nel contenere questo effetto collaterale. Alcuni di questi sistemi sono approvati dall’FDA, ma è necessario l’acquisizione di dati di efficacia e tollerabilità prospettici prima che il loro utilizzo possa essere portato su larga scala. In questo lavoro, Nangia J. et al presentano uno studio randomizzato prospettico sull’utilizzo di un sistema di ‘scalp cooling’ per pazienti affette da carcinoma mammario candidate a chemioterapia. Più che risultati definitivi, questo studio apre importanti questioni da tenere in considerazione per il futuro utilizzo di questi sistemi. L’endpoint primario era l’efficacia dopo il 4° ciclo di chemioterapia, per cui non sono disponibili dati al termine di eventuali tratatmenti sequenziali con antracicline e taxani, che ad oggi sono uno standard consolidato. L’efficacia del sistema di ‘scalp cooling’ è stata documentata nel 50% delle pazienti, tuttavia l’efficacia varia considerevolmente in funzione del tipo di chemioterapia (molto migliore per i taxani rispetto alle antracicline) e del centro (possibili motivazioni: esperienza/training, diversa composizione etnica delle pazienti, preferenza centro-specifica per chemioterapia con antracicline o taxani). Lo studio fornisce dati importanti che possono aiutare nella programmazione dell’utilizzo di questi sistemi nella pratica clinica.
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