giovedì, 25 febbraio 2021
Medinews
3 Marzo 2014

DURATA OTTIMALE E INIZIO DELLA CHEMIOTERAPIA ADIUVANTE DOPO CHIRURGIA DEFINITIVA PER L’ADENOCARCINOMA DUTTALE DEL PANCREAS: LEZIONI DALLO STUDIO ESPAC-3

Il completamento di tutti i sei cicli pianificati di chemioterapia adiuvante, piuttosto che la somministrazione precoce, è fattore prognostico indipendente dopo resezione dell’adenocarcinoma pancreatico. La chemioterapia adiuvante migliora i tassi di sopravvivenza dei pazienti con adenocarcinoma pancreatico, dopo la resezione, ma la durata ottimale e il momento migliore per iniziare la chemioterapia non sono ancora noti. Nello studio pubblicato sulla rivista Journal of Clinical Oncology (leggi abstract), i ricercatori europei (in Italia, il gruppo dell’Università di Verona), australiani e statunitensi hanno incluso tutti i pazienti con adenocarcinoma duttale pancreatico randomizzati alla chemioterapia dopo arruolamento nello studio internazionale, di fase III, European Study Group for Pancreatic Cancer-3 (ESPAC-3, version 2). L’analisi della sopravvivenza globale è stata condotta sulla popolazione ‘intention-to-treat’, mantenendo i pazienti nei loro gruppi di randomizzazione e aggiustando l’effetto globale del trattamento per le variabili prognostiche note e per il momento di inizio della chemioterapia. Tra i 985 pazienti randomizzati, 486 (49%) hanno ricevuto gemcitabina e 499 (51%) fluorouracile; in totale, 675 pazienti (68%) hanno completato tutti i sei cicli di chemioterapia (trattamento completo), mentre 293 (30%) hanno ricevuto da uno a cinque cicli. Il coinvolgimento linfonodale, lo stato dei margini di resezione, la differenziazione tumorale e il completamento della terapia erano tutti indicati dalla regressione multivariata di Cox quali fattori indipendenti di sopravvivenza. La sopravvivenza globale ha favorito i pazienti che hanno completato tutti i sei cicli di trattamento, rispetto a quelli che hanno ricevuto meno cicli (hazard ratio [HR] 0.516, IC 95%: 0.443 – 0.601; p < 0.001). L’intervallo di tempo trascorso dalla resezione all’inizio della chemioterapia non ha influenzato i tassi di sopravvivenza globale nella popolazione totale dello studio (HR 0.985, IC 95%: 0.956 – 1.015) e l’inizio della chemioterapia diventava un importante fattore di sopravvivenza solo nel sottogruppo di pazienti che non hanno completato la terapia, a favore di un trattamento più tardivo (p < 0.001). In conclusione, il completamento di tutti i sei cicli pianificati di chemioterapia adiuvante, piuttosto che un inizio più precoce, era fattore prognostico indipendente di sopravvivenza dopo la resezione in pazienti con adenocarcinoma pancreatico. Non sembra, inoltre, esistano differenze dell”outcome’ in questi pazienti se la chemioterapia viene ritardata fino a un massimo di 12 settimane, intervallo che permetterebbe un adeguato tempo per il recupero dalla procedura chirurgica.
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