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10 Marzo 2010

DURATA E TERAPIA DEL DIABETE E RISCHIO DI CARCINOMA EPATICO

Una maggiore durata della malattia e la terapia con sulfoniluree o insulina, oltre al controllo dietetico, sono fattori di rischio per sviluppo del tumore; protettivi risultano invece biguanidi e tiazolidindioni

Malgrado sia nota l’associazione tra diabete mellito ed epatocarcinoma, poco è conosciuto sugli effetti della durata della malattia (diabete) prima della diagnosi del tumore e di alcuni farmaci antidiabetici sul rischio di sviluppare il tumore. Questo infatti è stato l’obiettivo dello studio pubblicato nella rivista Cancer (leggi abstract originale). In questo studio caso-controllo sono stati arruolati 420 pazienti con carcinoma epatico e 1104 controlli sani. Modelli di regressione logistica multivariata sono stati usati con aggiustamento per valutare i fattori di rischio di carcinoma epatico. I ricercatori del dipartimento di oncologia medica gastrointestinale dell’University of Texas M. D. Anderson Cancer Center hanno osservato una prevalenza di diabete mellito nei pazienti con carcinoma epatico (33.3%) rispetto al gruppo di controllo (10.4%), ed un rapporto di rischio (aggiustato, AOR) di 4.2 (intervallo di confidenza [IC] 95%: 3.0-5.9). Nell’87% dei casi, il diabete era presente prima della diagnosi del carcinoma (AOR 4.4, IC 95%: 3.0-6.3). Rispetto ai pazienti che avevano la malattia da 2-5 anni, il rischio stimato per quelli con diabete da 6-10 anni e per quelli con diabete da più di 10 anni era rispettivamente 1.8 (IC 95%: 0.8-4.1) e 2.2 (IC 95%: 1.2-4.8). Rispetto invece al trattamento del diabete, il rapporto di rischio era 0.3 (IC 95%: 0.2-0.6), 0.3 (IC 95%: 0.1-0.7), 7.1 (IC 95%: 2.9-16.9), 1.9 (IC 95%: 0.8-4.6) e 7.8 (IC 95%: 1.5-40.0) per i pazienti trattati rispettivamente con biguanidi, tiazolidindioni, sulfoniluree, insulina e controllo sulla dieta. In conclusione, il diabete aumenta il rischio di sviluppare carcinoma epatico e tale rischio è correlato con la durata della malattia. La dieta e il trattamento con sulfoniluree o insulina aumentano il rischio di sviluppare il tumore, mentre la terapia con biguanidi o tiazolidindioni è stata associata ad una riduzione del 70% del rischio di sviluppare carcinoma epatico in pazienti diabetici.


Liver Cancer Newsgroup – Numero 3 – Marzo 2010
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