Medinews
12 Marzo 2019

Durable Tumor Regression and Overall Survival in Patients With Advanced Merkel Cell Carcinoma Receiving Pembrolizumab as First-Line Therapy

Merkel cell carcinoma (MCC) is an aggressive skin cancer often caused by the Merkel cell polyomavirus. Clinical trials of programmed cell death-1 pathway inhibitors for advanced MCC (aMCC) demonstrate increased progression-free survival (PFS) compared with historical chemotherapy data. However, response durability and overall survival (OS) data are limited. In this multicenter phase II trial (Cancer Immunotherapy Trials Network-09/Keynote-017) … (leggi tutto)

Il carcinoma a cellule di Merkel (MCC) è un raro tumore di origine cutanea con un comportamento molto aggressivo (tassi di sopravvivenza a 5 anni tra 14 e 27%) e con diversi fattori eziopatogenetici (nell’80% dei casi dovuto all’integrazione con il ‘Merkel cell poliomavirus’ (MCPyV), nel restante 20% associato all’esposizione a raggi ultravioletti).
Fino a due anni fa le opzioni terapeutiche sistemiche erano limitate alla chemioterapia con risultati molto deludenti (sopravvivenza libera da progressione, PFS, mediana di circa 3 mesi). Nel 2017, avelumab (un anticorpo anti PD-L1) è stato il primo farmaco immunoterapico ad essere approvato dalle autorità regolatorie in questa rara patologia grazie ai risultati di uno studio di fase II (Kaufman HL, et al. Lancet Oncol 2016 Oct; 17(10):1374, leggi abstract) condotto in pazienti refrattari alla chemioterapia. Più recentemente sia avelumab, che nivolumab e pembrolizumab, hanno confermato una attività antitumorale considerevole (ORR tra il 56 e il 73%) anche nel setting di prima linea e pertanto queste tre molecole sono raccomandate dalla linee guida Americane sin dalla prima linea, mentre in Italia risulta ad oggi essere approvato e rimborsato soltanto l’avelumab sia in prima che in ulteriore linea terapeutica.
Vengono qui pubblicati i dati più completi relativi allo studio di fase II su un totale di 50 pazienti chemio-naïve trattati con pembrolizumab 2 mg/kg ogni 3 settimane, già presentati ad ASCO 2018. Il tasso di risposte obiettive è stato del 56% con una PFS mediana di quasi 17 mesi e una sopravvivenza globale (OS) mediana non raggiunta. I tassi di PFS e OS a 24 mesi sono risultati essere rispettivamente del 48,3 e 68,7%, nettamente migliori rispetto ai dati storici ottenuti con la chemioterapia. La risposta a pembrolizumab non si correla né con l’espressione del PD-L1 né con la positività al MCPyV.
Questo studio conferma l’efficacia antitumorale duratura degli immune-checkpoint inhibitors nel carcinoma a cellule di Merkel con un profilo di sicurezza maneggevole e dati di sopravvivenza ragguardevoli.
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