DOSE RIDOTTA DI RADIOTERAPIA PER IL CONTROLLO LOCALE DEL LINFOMA NON-HODGKIN
Un ampio studio multicentrico, randomizzato, prospettico, controllato di fase III, pubblicato sulla rivista Radiotherapy and Oncology (leggi abstract originale), suggerisce un’efficacia comparabile a quella ottenuta con radioterapia standard (40 – 45 Gy) dopo utilizzo di 24 Gy per il trattamento del linfoma non-Hodgkin indolente e di 30 Gy per quello aggressivo. Allo studio hanno partecipato pazienti con linfoma non-Hodgkin di qualsiasi tipo istologico che richiedesse radioterapia radicale, consolidativa o palliativa, per il controllo locale della malattia. In totale, 361 siti di linfoma non-Hodgkin indolente (principalmente follicolare e linfoma della zona marginale) sono stati randomizzati a ricevere 40 – 45 Gy in 20 – 23 frazioni o 24 Gy in 12 frazioni, mentre 640 siti di linfoma non-Hodgkin aggressivo (principalmente linfoma diffuso a grandi cellule B, come parte di una terapia combinata) sono stati randomizzati a ricevere 40 45 Gy in 20 – 23 frazioni o 30 Gy in 15 frazioni. I pazienti presentavano tutti gli stadi della malattia, avevano ricevuto terapia di prima linea e successive linee e alla prima visita avevano presentato per la maggior parte malattia in stadio precoce. I risultati non hanno indicato alcuna differenza nella percentuale di risposta globale (ORR) tra i due bracci dello studio, a dose standard e ridotta. Nel gruppo con linfoma non-Hodgkin indolente, gli ORR erano rispettivamente 93% e 92% (p = 0.72), mentre nel gruppo con linfoma aggressivo gli ORR erano 91% in entrambi i bracci (p = 0.87). Ad un follow-up mediano di 5.6 anni non è stata osservata differenza significativa nella percentuale di progressione nel campo di applicazione della terapia radiante (HR = 1.09, IC 95%: 0.76 – 1.56; p = 0.64 nel gruppo con malattia indolente; HR = 0.98, IC 95%: 0.68 – 0.89; p = 0.64 nel gruppo con malattia aggressiva). Inoltre, la sopravvivenza libera da progressione e globale non hanno mostrato differenze significative, mentre esisteva una tendenza ad un abbassamento della tossicità nei bracci a dose ridotta e solo la riduzione dell’eritema raggiungeva la significatività statistica.