domenica, 5 febbraio 2023
Medinews
11 Maggio 2010

DOPO L’INFARTO I PAZIENTI PRENDONO I FARMACI MA SONO RESTII A CAMBIARE STILE DI VITA

Una ricerca pubblicata su Circulation, che ha coinvolto quasi 19.000 persone di una quarantina di diversi Paesi, tutte ricoverate per un attacco di cuore, ha verificato che a un mese dalla dimissione, quasi tutte prendevano regolarmente gli anticoagulanti e più di sette su dieci assumevano altri medicinali raccomandati come statine o antipertensivi. Molto meno ‘obbedienti’ sono apparsi i pazienti nei confronti dei consigli riguardanti gli stili di vita: un fumatore su tre non aveva rinunciato alla sigaretta e più di un malato su quattro ammetteva di non aver cambiato modo di mangiare e di non aver seguito il suggerimento di praticare una maggiore attività fisica. «Una percentuale che potrebbe essere anche maggiore, visto che si basa semplicemente sulle risposte del malato a un questionario» sottolinea Clara Chow, la ricercatrice canadese che ha coordinato il lavoro. “Basandosi su questo criterio soggettivo, che istintivamente spinge a mostrarsi meglio di quel che si è, la percentuale dei più scrupolosi, di quelli cioè che hanno obbedito alle raccomandazioni dei medici sia in termini di alimentazione sia in termini di movimento, supera di poco quella dei più riottosi». «Questo lavoro è uno dei primi a quantificare in maniera così evidente il peso delle cattive abitudini rispetto ai farmaci» commenta Gary Balady, cardiologo del Boston Medical Center. «Nell’anno successivo a un primo episodio, circa un infartuato su cinque viene ricoverato di nuovo e, in una percentuale simile, va incontro a eventi mortali. Senza dimenticare i costi per la società di questa trascuratezza: ogni nuovo ricovero costa infatti in media circa il 30% in più del primo». Una ragione in più per investire in programmi di riabilitazione che intervengano a tutto tondo sul modo di vivere dell’infartuato.

Corriere.it – Lancet
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