Dopo un infarto, il 25% dei pazienti non cambia le abitudini a rischio. La conferma arriva dalle conclusioni di uno studio pubblicato su Circulation e condotto su circa 18.000 persone che mette in evidenza come i consigli dei medici di condurre uno stile di vita più salutare, con più moto e pasti meno abbondanti, per evitare un secondo attacco di cuore, cadano nel vuoto una volta su 4. Ancora peggio va con i fumatori: un terzo di quelli ai quali sono stati prescritti farmaci per il cuore, riprende il vizio. E ciò, nonostante l’osservazione provata in questo studio che chi smette di fumare nei 6 mesi seguenti l’infarto dimezza il rischio di recidiva (rischio relativo di 0.57). “Questo e altri studi lo confermano – afferma Guy De Backer dell’Università di Ghent, speaker della European Society of Cardiology (ESC) -: per quanto i medici si sforzino, non è facile far cambiare abitudini ai pazienti, anche dopo un infarto”.
Asca – Esc – Circulation
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- DOPO L’INFARTO 1 PAZIENTE SU 4 NON CAMBIA ‘CATTIVE’ ABITUDINI, 1 FUMATORE SU 3 CONTINUA COL VIZIO