mercoledì, 21 aprile 2021
Medinews
10 Febbraio 2014

DOCETAXEL O PEMETREXED CON O SENZA CETUXIMAB NEL TUMORE DEL POLMONE NON A PICCOLE CELLULE IN RECIDIVA O PROGRESSIONE DOPO TERAPIA CONTENENTE PLATINO: STUDIO RANDOMIZZATO APERTO DI FASE 3

La somministrazione di cetuximab in combinazione alla chemioterapia non è raccomandata nei pazienti che hanno ricevuto una precedente terapia con derivati del platino. I dati disponibili da studi preclinici e clinici di fase 2 avevano suggerito che l’aggiunta di cetuximab, un anticorpo monoclonale diretto contro il recettore del fattore di crescita epidermico (EGFR), alla chemioterapia potesse migliorare l’outcome dei pazienti con tumore del polmone non a piccole cellule (NSCLC) in stadio avanzato. I ricercatori della Carolinas HealthCare System di Charlotte in Nord Carolina hanno valutato con colleghi statunitensi e canadesi se l’aggiunta di cetuximab alla chemioterapia potesse migliorare la sopravvivenza libera da progressione nei pazienti con NSCLC in recidiva o progressione dopo terapia contenente platino. In questo studio randomizzato, di fase 3, aperto, non mascherato, pubblicato sulla rivista The Lancet Oncology (leggi abstract), sono stati arruolati pazienti con NSCLC metastatico, non resecabile, o localmente avanzato in 121 centri in Canada e Stati Uniti. I pazienti eleggibili erano di età uguale o superiore a 18 anni che avevano manifestato progressione della malattia durante o dopo somministrazione di un precedente regime contenente platino. Inizialmente, i pazienti sono stati randomizzati a pemetrexed (500 mg/m2) o docetaxel (75 mg/m2) e successivamente, nell’ambito di ciascun gruppo, hanno ricevuto chemioterapia con o senza cetuximab (400 mg/m2 alla prima dose, seguita da 250 mg/m2 alla settimana) fino a progressione del tumore o tossicità inaccettabile. Tuttavia, dopo una modifica dello standard di cura, gli investigatori hanno scelto di trattare i pazienti con pemetrexed oppure con docetaxel su base individuale e l’analisi primaria è stata variata per comparare la sopravvivenza libera da progressione con cetuximab e pemetrexed vs solo pemetrexed, sulla popolazione ‘intention-to-treat’. Tra il 10 gennaio 2005 e il 10 febbraio 2010, gli autori hanno arruolato 939 pazienti, ma i dati di un paziente sono stati accidentalmente eliminati. Dei rimanenti 938 pazienti, 605 hanno ricevuto pemetrexed (301 in associazione a cetuximab e 304 da solo) e 333 sono stati trattati con docetaxel (167 in combinazione a cetuximab e 166 da solo). La sopravvivenza mediana libera da progressione nei pazienti trattati con cetuximab e pemetrexed è risultata pari a 2.9 mesi (IC 95%: 2.7 – 3.2) vs 2.8 mesi (IC 95%: 2.5 – 3.3) in quelli che hanno ricevuto solo pemetrexed (HR 1.03, IC 95%: 0.87 – 1.21; p = 0.76). Gli eventi avversi di grado 3 – 4 più comuni con cetuximab e pemetrexed erano fatigue (33 di 292 pazienti, 11%), rash acneiforme (31 pazienti, 11%), dispnea (29 pazienti, 10%) e ridotto numero di neutrofili (28 pazienti, 10%), mentre con pemetrexed in monoterapia erano dispnea (35 di 289 pazienti, 12%), ridotto numero di neutrofili (26 pazienti, 9%) e fatigue (23 pazienti, 8%). Una percentuale significativamente più alta di pazienti nel gruppo che ha ricevuto cetuximab e pemetrexed ha manifestato almeno un evento avverso grave rispetto al gruppo di pazienti trattati con solo pemetrexed (rispettivamente: 119 di 292 pazienti, 41%, vs 85 di 289 pazienti, 29%; p = 0.0054). Nove dei 292 pazienti (3%) trattati con cetuximab e pemetrexed sono deceduti per eventi avversi rispetto a 5 dei 289 (2%) che hanno ricevuto solo pemetrexed. In conclusione, la somministrazione di cetuximab in combinazione con la chemioterapia non è raccomandata nei pazienti con tumore polmonare non a piccole cellule, in stadio avanzato, già trattati con derivati del platino.
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