mercoledì, 25 novembre 2020
Medinews
6 Luglio 2009

DISTRUZIONE DELLA BARRIERA EMATO-ENCEFALICA E TERAPIA INTRA-ARTERIOSA CON METOTREXATE NEL LINFOMA PRIMARIO DEL SNC

L’efficacia del trattamento di distruzione della barriera emato-encefalica (BEE) e terapia intra-arteriosa con metotrexate nel controllo a lungo termine del linfoma primario del sistema nervoso centrale (LP-SNC) è confermata da questo studio che specifica che i risultati sono sovrapponibili o migliori agli altri regimi. Il LP-SNC è una neoplasia confinata al SNC e/o agli occhi, convenzionalmente trattata con chemioterapia contenente metotrexate e radioterapia cerebrale. Poiché l’integrità della BEE può costituire un ostacolo alla diffusione intracerebrale del farmaco, procedure di distruzione della stessa potrebbero incrementare la concentrazione di farmaco in sede tumorale. Gli autori hanno valutato 149 pazienti con prima diagnosi di LP-SNC (nessuna radioterapia cerebrale precedente), sottoposti a distruzione della BEE (per osmosi) e a trattamento con metotrexate per via intra-arteriosa dal 1982 al 2005. Il 47.6% dei pazienti aveva età uguale o superiore a 60 anni e il 42.3% aveva performance status di Karnofsky (PSK) inferiore al 70% alla diagnosi. Lo studio, pubblicato nel Journal of Clinical Oncology (leggi abstract originale), ha mostrato una percentuale di risposta globale dell’81.9% (completa nel 57.8% e parziale nel 24.2%). La sopravvivenza globale (SG) mediana era 3.1 anni (stima di sopravvivenza del 25% a 8.5 anni) e quella libera da progressione (SSP mediana) era 1.8 anni: la SSP a 5 anni era del 31% e a 7 anni del 25%. Nei pazienti a basso rischio (età < 60 anni e PSK 70), la SG mediana era intorno ai 14 anni, con un plateau a 8 anni circa. Le procedure, a cui sono stati sottoposti i pazienti, erano in genere ben tollerate, anche se frequentemente si sono osservati fenomeni epilettici focali (9.2%), non sono comunque state riportate sequele a lungo termine.
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